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CRAC GRECIA/ Italia e Spagna in bilico grazie alla Bce

Finora la Bce sta acquistando solo titoli di Stato greci, portoghesi e irlandesi, mettendo in difficoltà paesi come l’Italia e la Spagna, il cui debito viene ora visto a rischio

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Ormai non è più una questione di montagne russe dei mercati, di volatilità - il Vix a 35 non è piacevole ma nemmeno il dramma del secolo -, di book illiquidi ma una questione strutturale: è finita la logica degli shock esogeni, siamo in piena crisi di nervi politico-monetaria prima che finanziaria pura.

 

L’euro, ormai, ha rotto la soglia di supporto di 1,19 e la speculazione ha posto la prossima soglia a 1,16: se e quando vi si arriverà, il passo successivo sarà una caduta a piombo verso la parità, ovvero quel 1,03 sul dollaro divenuto bersaglio di chi sta shortando la divisa comune. Il su e giù dell’euro, d’altronde, non stupisce: è bastata la crisi simulata e tutta politica dell’Ungheria a farlo crollare e il dato industriale della Germania a farlo risalire.

 

Insomma, siamo in balia degli eventi quotidiani: ieri è toccato alla Spagna fare le headlines, con lo sciopero contro i tagli salariali nel settore pubblico e l’occupazione delle Borsa madrilena da parte dei vigili del fuoco. Conviene abituarsi a queste scene, saranno diffuse e frequenti nel prossimo futuro: anche da noi.

 

E non parlo della manifestazione del 19 indetta dal Pd contro la manovra o lo sciopero generale del 25, bensì di un qualcosa di più serio: alla base dell’instabilità monetaria c’è infatti la certezza dei mercati rispetto all’impossibilità da parte della Bce di acquistare i bond governativi dai paesi in crisi, misura principale del piano monstre da 750 miliardi di euro messo in campo dalla Banca centrale per tamponare il contagio greco nell’eurozona.

 

I numeri parlano chiaro: Germania a parte, i rendimenti dei titoli di Stato stanno crescendo a ritmi che mettono in dubbio, per molti analisti, la tenuta stessa dell’euro. I bond yields italiani e spagnoli, l’altro giorno, hanno toccato picchi mai raggiunti, ben più alti di quelli registrati prima dell’annuncio del famoso piano di salvataggio della Bce: insomma, Francoforte non ha rassicurato proprio nessuno.

 

La scorsa settimana la Banca Centrale ha infatti comprato soltanto 5,5 miliardi di euro di bonds, ragione per la quale i rendimenti stanno salendo: nelle prime tre settimane del programma di emergenza, la Bce aveva infatti comprato rispettivamente 16,5 miliardi di euro di bonds, 10 miliardi e 8,5 miliardi. In totale, a oggi, siamo a quota 40,5 miliardi di euro di controvalore.

 

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COMMENTI
10/06/2010 - quello che vale oggi potrebbe non valere domani (Fabrizio Terruzzi)

la situazione è tanto fluida per cui quello che vale oggi potrebbe non valere domani. Infatti proprio ora leggo che "a spingere gli acquisti (in borsa) è l'allentamento della tensione sul debito dei paesi dell'Eurozona testimoniato dalle forti richieste di BoT e titoli spagnoli collocati oggi. Domanda che ha portato gli spread tra i titoli periferici e il Bund tedesco, considerato il bond più sicuro dell'area europea, ad allentarsi ulteriormente". Spesso non si tiene conto che autorità ed operatori, BCE compresa, adeguano il proprio comportamento in base alle reazioni del mercato.

 
10/06/2010 - BCE? (Vulzio Abramo Prati)

Non credo si possa pensare seriamente che il problema drammatico dell'Italia dipenda dagli acquisti o meno di titoli da parte della BCE, certo le sue politiche possono essere di supporto a un paese ma non essere sempre l'unica salvezza possibile! Chi di noi presterebbe i suoi soldi a una persona indebitata più del reddito che produce e ogni anno lo vede aumentare per un nuovo deficit e gli interessi sul debito pregresso!? Se poi questa persona dicesse anche che sta andando tutto bene e non ci sono problemi penso che solo un pazzo potrebbe dargli fiducia. La situazioni italiana è questa: debito pari al 121% del PIL, si incrementa ogni anno, non ci sono politiche serie "di rientro" e chi ci governa dice che abbiamo i conti più a posto degli altri e non "metteranno le mani nella tasca degli italiani"! Scusate ma il debito come si ripaga? Con le buone intenzioni e un sorriso? Prima o poi chi detiene i titoli di stato avrà qualche dubbio sulla tenuta del sistema e deciderà di non rinnovarli, magari preferendo i bond tedeschi o francesi; non si tratta di speculazione, è solo buon senso! In una economia globale la politica USA ha certo un peso rilevante ma non è la causa della situazione di Grecia, Spagna, Italia e Portogallo; Francia, Gran Bretagna, Germania ecc..., anche se proccupate vanno molto meglio di noi e la politica USA è sempre la stessa!

 
10/06/2010 - E le spese folli per le burocrazie della U.E. ? (luis carr)

Innanzitutto complimenti per il vostro giornale on line che porta idee diverse dalle "dominanti", sparse dai giornali conformisti o di regime, quali Corriere, Stampa, Sole etc. etc. Per quanto riguarda la crisi mondiale-europea, credo poter affermare che essa dipende innanzitutto da una politica economica devastante degli U.S.A. che hanno sempre vissuto al di sopra delle loro possibilità, scaricando sul resto del mondo i loro mega-debiti; dalla crisi del capitalismo (espressione della voracità, dell'egoismo, della cupidigia umane) che sta uccidendo il Pianeta attraverso la distruzione delle risorse e degli equilibri naturali; e più modestamente dalla presenza di classi politiche inadeguate, miopi, opportunistiche. Infine, per restare terra-terra, visto che l'Europa sta chiedendo immani (ma non tanto, a ben vedere) sacrifici, perchè mai non comincia a tagliare i folli bilanci per il mantenimento degli apparati burocratici e parassitari del carrozzone U.E.? perchè non si comincia veramente a frenare e ridimensionare la casta dei politicanti che si dedicano all'attività politica - non certo per il bene comune e per spirito di servizio disinteressato - ma con il prevalente obbiettivo di lucrare i privilegi, le indennità, le pensioni anticipate, i rimborsi spese, i doppi-tripli stipendi, l'immunità dalle leggi anche penali, etc. etc.? Penso che molti la pensino in questo modo ma la logica degli interessi dominanti ne rimane indifferente!

 
10/06/2010 - Crisi e ruolo banche centrali (Daniele Prof Pauletto)

si legge da alcune fonti del ruolo delle banche centrali ed in particolare del signoraggio come fattore di influenza, Lei cosa ne pensa?