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Economia e Finanza

MANOVRA/ I tagli di Tremonti colpiscono anche i treni dei pendolari

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Se l’Italia decidesse di andare verso una maggiore apertura del mercato, come suggerito anche dall’Indice delle Liberalizzazioni dello scorso anno dell’Istituto Bruno Leoni, si potrebbero avere dei risparmi nel prossimo triennio per diversi miliardi di euro. Se il costo italiano scendesse ai livelli di quello britannico, lo Stato italiano potrebbe trasferire circa 6 miliardi di euro in meno tra il 2010 e il 2012.

 

Realisticamente queste cifre sono difficilmente raggiungibili, ma è possibile fare dei passi importanti verso la liberalizzazione del trasporto ferroviario regionale. In primo luogo è necessario eliminare quei provvedimenti fatti su misura nel 2009 per Trenitalia. Secondariamente è necessario fare delle gare di affidamento serie e complete per i contratti di servizio, come quasi mai sono state fatte in Italia. In terzo luogo è importante introdurre una Authority dei trasporti, che possa favorire una competizione tra i diversi operatori. Ultimo, ma non meno importante, è bene separare il gestore della rete, Rete Ferroviaria Italiana, dall’operatore ferroviario dominante, Trenitalia.

 

Tutte queste misure sono a costo zero, anche se vanno a intaccare interessi particolari. In particolare lo Stato si priverebbe di un monopolio che ora sta controllando nel trasporto ferroviario; tuttavia, i risparmi sarebbero quasi doppi rispetto ai tagli decisi dal Governo nell’ultima finanziaria.

 

Una ridefinizione del trasporto pubblico locale in questo modo, farebbe fare all’Italia quel passo in avanti che necessita ora per rilanciare l’economia.

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