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CRAC GRECIA/ Europa e Germania temono lo sgambetto spagnolo

Pubblicazione:giovedì 17 giugno 2010

Bce_sedeR375_03ott08.jpg (Foto)

Siamo messi male: lo confermano le parole di Francisco Gonzalez, numero uno del gigante bancario spagnolo BBVA, che ha sconvolto una platea di investitori ammettendo come «la maggior parte delle compagnie finanziarie e delle imprese iberiche è chiusa fuori, a doppia mandata, dai mercati di capitale internazionali». Non stupisce: il debito esterno del paese ha raggiunto 1,5 trilioni di euro, equivalente al 147 per cento del Pil, molta parte del quale in short-term maturities. Siamo di fronte a una partita a poker mortale, anzi a una vera e propria roulette russa degna de "Il cacciatore".

 

Gli analisti, infatti, sono convinti che la richiesta di rendere noti i risultati degli stress test avanzata dalla Spagna sia un nemmeno troppo velato attacco alla Germania, una sorta di reazione alle continue indiscrezioni dei media tedeschi - debitamente alimentati e informati da Berlino - riguardo il fatto che Madrid starebbe per chiedere l'accesso al programma di salvataggio europeo in maniera silenzioso per evitare un downgrading devastante. Se la Spagna chiederà pubblicamente accesso, l'euro sarà finito: meglio dircelo chiaro visto che gli investitori cominceranno a picchiare come fabbri e la "snowball reaction", la reazione della palla di neve che diviene valanga, sarà automatica.

 

Madrid ha soltanto due banche ben capitalizzate, BBVA e Santander, ma la strana normativa sull'accounting vigente in Spagna potrebbe mascherare la reale situazione del settore property. Il problema più serio, poi, è rappresentato dalle casse di risparmio, sull'orlo del collasso e al di fuori degli stress test europei: il loro reale stato di salute è un segreto della Bce, la quale rende noto solo che i loro prestiti equivalgono al 20 per cento dei loro balance sheets. Sarà tutta la verità? Ne dubito molto. Ciò che si sa, visto che il Financial Times ieri ci apriva la propria edizione, è il prestito record chiesto dagli istituti iberici alla Bce: 85 miliardi di euro nel mese di maggio, due volte quanto richiesto subito prima il crollo di Lehman Brothers e l'ammontare mensile più ampio dall'introduzione dell'euro nel 1999.

 

Il problema ulteriore è l'incapacità per le banche e le aziende spagnole di finanziarsi sul mercato: Madrid è tagliata fuori, può solo offrire tassi astronomici per collocare i propri bond e sperare nell'aiuto dell'Europa. Come già detto, è tecnicamente fallita. Per il resto, il silenzio regna sovrano sui reali problemi del sistema bancario europeo, tedesco in testa: ma si sa, loro regnano sovrani e quindi dettano le regole ai sudditi. Un memo riservato della Bafin, ente regolatore del mercato teutonico, parla di svalutazioni pari a 800 miliardi di euro per gli istituti tedeschi: i quali, quatti quatti e agendo sulla leva peggio di una investment bank anglosassone, hanno accumulato una doppia "razione" di perdite prima dalla crisi dei subprime Usa e poi dalla crisi del debito del Club Med.

 

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COMMENTI
17/06/2010 - Le -manone- di Dio (Diego Perna)

Quando leggo i suoi articoli mi rincuoro sempre, perché non mi pare Lei parli mai a vanvera e anche se può apparire ad alcuni un catastrofico, vedo una forte propensione a ricercare la verità della questione. Il punto è infatti la verità, che seppur difficile da stanare in una materia del genere, non possiamo arrenderci e dire sia impossibile trovarla. I dati sono tantissimi, le variabili infinite ma i governi e i politici hanno spesso e volentieri fini a breve scadenza, non vedono a tre mesi si figuri a 18 mesi,quindi sperare da loro mosse utili a scongiurare i danni cui andiamo incontro, è impensabile. Faccio l'artigiano da tanto, e anche oggi a Prima Pagina su Radio3, il giornalista accusava anche questa categoria di evasione fiscale. Fosse anche vero per evadere un milione di euro, oggi come oggi ci vorrebbero 100.000 di queste MPMI, per certo il danno che viene da loro è minimo, e anche bloccare gli stipendi agli insegnanti ha poco senso. Quindi che si parli delle vere cause di questa cavolo di crisi, dovuta ad altri e ad altro è sempre troppo poco. Se ne dovrebbe parlare anche in Radio e alla Tv, anche in termini più semplici, perché nessuno ha ancora coscienza piena di quello che ci aspetta, e si discute quasi sempre del nulla. Però,affidarci alle mani di Dio, mi sembra proprio un'ottima possibilità, probabilmente l'unica oramai. Grazie Buona Giornata