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MANOVRA/ Giannino: ecco perché Formigoni ha ragione (e Tremonti ha torto)

Roberto Formigoni (Imagoeconomica) Roberto Formigoni (Imagoeconomica)

 

È la Germania a spingere l’intera area euro verso questa prospettiva che, a fronte di una crescita attesa tanto risicata, è tendenzialmente deflazionistica. Sarà anche un errore - lo è, secondo me - ma in assenza di coordinamento economico europeo è ovvio che il paese leader dell’euroarea, che a differenza di tutti gli altri ha in forte attivo bilancia dei pagamenti e bilancia commerciale, tenda a fare il proprio interesse.

 

Detto tutto questo è però altrettanto vero che adottare la logica dei tagli lineari per importi così rilevanti alle Regioni significa penalizzare di più chi spende meglio, rispetto a chi spende peggio. L’esatto opposto di quel che, appunto, da anni e anni il centrodestra ha indicato alla sua base elettorale quando ha promesso il federalismo fiscale. Gli effetti cumulati della manovra pluriennale vedrebbero la Lombardia da sola decurtata di un paio di miliardi di euro di bilancio, quando in effetti, qualunque sia il criterio costi/qualità ancora da definire per il federalismo fiscale, come è noto tutti si attendevano giustamente che la Lombardia fosse in testa alla lista delle Regioni che devono recuperare risorse e non perderle, in nome dei risultati concreti ottenuti grazie al modo esemplare in cui hanno sin qui amministrato.

 

Sono per altro sicuro che sia Giulio Tremonti sia la Lega Nord sappiano benissimo che l’effetto è questo. Tagliando oltremodo i livelli di spesa della Regione più efficiente, oltre a rendere impossibile evitare di compromettere l’attuale offerta di servizi (visto che in Lombardia la “macchina” della Regione, cioè i dipendenti, costa solo il 20 per cento del bilancio), si abbassa anche strutturalmente la base di risorse rispetto alla quale la Lombardia attende dal federalismo il recupero dei denari sin qui attribuiti alla rilevante parte di Centro-Sud inefficiente. Sarà bene in Parlamento cercare di trovare un rimedio. Altrimenti, è inevitabile che Formigoni e i suoi non si limitino solo a una ferma protesta, come quella attuata in questa settimana, ma organizzino una vera e propria campagna politica. Di federalismo sostanziale e contundente.

 

 

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COMMENTI
17/06/2010 - Lombardia: modello vincente da sostenere! (andrea bognini)

Non condivido assolutamente la posizione di Giuseppe; è fondamentale decentrare il potere sulle regioni per responsabilizzarle. L'esempio lampante del modello vincente grazie ad una sapiente gestione della cosa pubblica è la Lombardia, in grado non solo di autosostenersi sia dal punto di vista sanitario, sociale e, udite udite previdenziale (unica regione italiana in grado di coprire la spesa previdenziale con i contributi previdenziali!!!), ma anche di creare aree di disavanzo da reinvestire in infrastrutture e servizi! Privare la Lombardia delle risorse che le spettano, significa penalizzare pesantemente il motore dell'Italia. Poi possiamo parlare di inefficenze, sprechi, stipendi d'oro e chi più ne ha più ne metta, ma ciò non deve inficiare i punti di forza ed eccellenza del sistema lombardo. Io non son convinto che tornare alle vecchie regole sia la via giusta. Infatti ogni regione deve essere in grado di autogestirsi ed operare in autonomia, senza però dimenticare il principio solidaristico e di sostegno alle regioni in difficoltà! Non dobbiamo dimenticare che decentrare il potere può essere un incentivo a fare meglio e sicuramente prendono decisioni migliori dei governanti responsabili che conoscono il territorio piuttosto che burocrati che non conoscono le realtà delle regioni! Inoltre rafforzerei il potere della corte dei conti: se un comune fa bancarotta per decisioni stupide dei governanti e\o dirigenti pubblici, questi devono essere mandati a casa immediatamente!!!

 
17/06/2010 - Limitare le funzioni delle Regioni e delle Provinc (GIUSEPPE PIGLIAPOCO)

Sino agli anni '80, pur con tutte le riserve e le trepidazioni che i bilanci si fossero sforati, vi era un contenimento della spesa ed un controllo della stessa anche attraverso l'esame di legittimità degli atti amm.vi. Eliminati i controlli è avvenuto quanto si prevedeva: spese pazze ed anche al di fuori dei limiti di competenza di ogni Ente locale. E che dire del peculato per distrazione che puniva la sottrazione dei fondi dal vincolo di destinazione e che oggi non esiste più? Insomma quanto accade è stato voluto ed organizzato da governi senza alcun senso di responsabilità. Il federalismo fiscale? Va bene perchè ci saranno (in teoria) più controlli e più responsabilità. Ma vi siete domandati mai che venti anni fa il Presidente di Una Provincia di media grandezza percepiva appena 500.000 lire e gli era vietato fare shopping all'estero così come accadeva anche per le Regioni che purtuttavia non lesinavano foraggiamenti e leggine clientelari? Bisogna ritornare alle vecchie regole anche dal punto di vista contabile e penale. E' facile amministrare per chi non capisce nulla di che cosa significhi la gestione di un bilancio. La classe politica non è attrezzata per gestire ed inoltre ha anche la spudorataggine di imporre ai vertici degli Enti cose che una volta, pur avendo un politico tutta la sua autonomia che oggi per legge non avrebbe, si potevano solamente sognare. Senza il rigore si capisce anche quale sarà la nostra fine. La fine della democrazia per altre avventure?

 
17/06/2010 - Ai lombardi non piace protestare (PAOLA CORRADI)

Ai lombardi quelli veri, non quelli che finiscono in -isti, non piace protestare, andare in piazza, perdere tempo in inutili manifestazioni, ma non piace neppure essere presi in giro. Questo modo di essere però non deve assolutamente essere frainteso, chiediamo quindi ai nostri politici di garantire ciò che ci siamo guadagnati in questi anni e che ci ha permesso di fare di Milano una metropoli conosciuta in campo internazionale. Chiediamo quindi a loro di manifestare, strillare, e fare "qualsiasi" azione necessaria, anche perchè noi non abbiamo più energie quelle che ci restano servono per tirare avanti la "baracca".