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MANOVRA/ Giannino: ecco perché Formigoni ha ragione (e Tremonti ha torto)

OSCAR GIANNINO spiega perché Roberto Formigoni ha ragione nel dire che i tagli alle Regioni sono sbagliati (e forse incostituzionali). L’articolo è tratto dal numero di Tempi in edicola. VAI AL SONDAGGIO: "Cosa pensi della manovra di Tremonti?"

Roberto Formigoni (Imagoeconomica) Roberto Formigoni (Imagoeconomica)

L’articolo è tratto dal numero di Tempi in edicola

Ha ragione oppure torto Roberto Formigoni quando fa presente che i tagli alle Regioni, per come sono congegnati nella manovra correttiva varata dal governo, hanno effetti sicuramente contrari agli impegni contratti con gli elettori del centrodestra? La mia modesta opinione è che il governatore lombardo ha ragione. Ragione da vendere. Vediamo perché.

La mia premessa è che non solo i 24,9 miliardi di euro di saldo della manovra biennale sono da difendere, ma semmai il Parlamento dovrebbe ulteriormente rafforzarli invece di indebolirli e annacquarli, come purtroppo ho ragione di ritenere. Credo che ancora moltissimi non abbiano compreso quanto sia seria e motivata la sfiducia dei mercati verso l’eccesso di debiti pubblici dei paesi della zona euro, che tra le tre macroaree del mondo è quella a ripresa della crescita più lenta e a rischio, rispetto al più 85 atteso dell’Asia e al più 35 e passa del Pil degli Stati Uniti. Con questa premessa, voglio dire che capisco e giustifico il ministro Tremonti. Malgrado le rituali diffidenze e insofferenze di chi pensa che lo faccia solo per conquistarsi un’autonomia politica rispetto al premier, in realtà ancora una volta di fronte alle pressioni dei mercati o Tremonti forzava la mano rispetto all’ammontare della manovra, oppure l’Italia doveva rinunciare a varare le misure che Bruxelles e gli altri fori internazionali si sono precipitati a dichiarare salutari.

Dice: ma che cosa scrivi, caro Giannino? La Banca d’Italia sostiene invece che la manovra Tremonti taglia di mezzo punto la già troppo asfittica crescita italiana, che sembrava fin troppo ottimista quantificare all’1 per cento di Pil in più nel 2010… Questo è un altro paio di maniche, signori miei. Io non sono keynesiano come gli economisti dell’ufficio studi di Bankitalia, che adottano multipli alti della spesa pubblica ai fini degli effetti sulla domanda, ma detto questo noi siamo comunque costretti a seguire la via di tagli vigorosi al deficit tendenziale.

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COMMENTI
17/06/2010 - Lombardia: modello vincente da sostenere! (andrea bognini)

Non condivido assolutamente la posizione di Giuseppe; è fondamentale decentrare il potere sulle regioni per responsabilizzarle. L'esempio lampante del modello vincente grazie ad una sapiente gestione della cosa pubblica è la Lombardia, in grado non solo di autosostenersi sia dal punto di vista sanitario, sociale e, udite udite previdenziale (unica regione italiana in grado di coprire la spesa previdenziale con i contributi previdenziali!!!), ma anche di creare aree di disavanzo da reinvestire in infrastrutture e servizi! Privare la Lombardia delle risorse che le spettano, significa penalizzare pesantemente il motore dell'Italia. Poi possiamo parlare di inefficenze, sprechi, stipendi d'oro e chi più ne ha più ne metta, ma ciò non deve inficiare i punti di forza ed eccellenza del sistema lombardo. Io non son convinto che tornare alle vecchie regole sia la via giusta. Infatti ogni regione deve essere in grado di autogestirsi ed operare in autonomia, senza però dimenticare il principio solidaristico e di sostegno alle regioni in difficoltà! Non dobbiamo dimenticare che decentrare il potere può essere un incentivo a fare meglio e sicuramente prendono decisioni migliori dei governanti responsabili che conoscono il territorio piuttosto che burocrati che non conoscono le realtà delle regioni! Inoltre rafforzerei il potere della corte dei conti: se un comune fa bancarotta per decisioni stupide dei governanti e\o dirigenti pubblici, questi devono essere mandati a casa immediatamente!!!

 
17/06/2010 - Limitare le funzioni delle Regioni e delle Provinc (GIUSEPPE PIGLIAPOCO)

Sino agli anni '80, pur con tutte le riserve e le trepidazioni che i bilanci si fossero sforati, vi era un contenimento della spesa ed un controllo della stessa anche attraverso l'esame di legittimità degli atti amm.vi. Eliminati i controlli è avvenuto quanto si prevedeva: spese pazze ed anche al di fuori dei limiti di competenza di ogni Ente locale. E che dire del peculato per distrazione che puniva la sottrazione dei fondi dal vincolo di destinazione e che oggi non esiste più? Insomma quanto accade è stato voluto ed organizzato da governi senza alcun senso di responsabilità. Il federalismo fiscale? Va bene perchè ci saranno (in teoria) più controlli e più responsabilità. Ma vi siete domandati mai che venti anni fa il Presidente di Una Provincia di media grandezza percepiva appena 500.000 lire e gli era vietato fare shopping all'estero così come accadeva anche per le Regioni che purtuttavia non lesinavano foraggiamenti e leggine clientelari? Bisogna ritornare alle vecchie regole anche dal punto di vista contabile e penale. E' facile amministrare per chi non capisce nulla di che cosa significhi la gestione di un bilancio. La classe politica non è attrezzata per gestire ed inoltre ha anche la spudorataggine di imporre ai vertici degli Enti cose che una volta, pur avendo un politico tutta la sua autonomia che oggi per legge non avrebbe, si potevano solamente sognare. Senza il rigore si capisce anche quale sarà la nostra fine. La fine della democrazia per altre avventure?

 
17/06/2010 - Ai lombardi non piace protestare (PAOLA CORRADI)

Ai lombardi quelli veri, non quelli che finiscono in -isti, non piace protestare, andare in piazza, perdere tempo in inutili manifestazioni, ma non piace neppure essere presi in giro. Questo modo di essere però non deve assolutamente essere frainteso, chiediamo quindi ai nostri politici di garantire ciò che ci siamo guadagnati in questi anni e che ci ha permesso di fare di Milano una metropoli conosciuta in campo internazionale. Chiediamo quindi a loro di manifestare, strillare, e fare "qualsiasi" azione necessaria, anche perchè noi non abbiamo più energie quelle che ci restano servono per tirare avanti la "baracca".