BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ALITALIA/ L’ex comandante: come fanno Colaninno e soci a parlare di salvataggio riuscito?

Pubblicazione:venerdì 18 giugno 2010

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Il “buon investimento per il ritorno economico” di cui parla il Presidente Colaninno, quindi, probabilmente prescindeva dal trasporto aereo in sé e per sé, visto che hanno rinunciato (immagino volontariamente) a una grossa fetta di mercato. Evidentemente si aspettano il ritorno economico attraverso altre vie.

 

Difficile anche pensare che i soci e la stessa Bancaintesa, quest’ultima con oltre 50 miliardi di euro di patrimonio netto, potessero avere difficoltà nel reperire altri 4-500 milioni per acquisire tutti i velivoli della vecchia Alitalia e mantenere così il proprio posizionamento sul mercato e rendere l’investimento ancora più remunerativo. La controprova sta nel numero di passeggeri trasportati nel 2009 dalla CAI (che ricordo è composta da Alitalia + Air One) che è pari a soli 21,8 milioni, con un calo, quindi, del 34% se si tiene in considerazione anche la quota di passeggeri dell’Air One; un dato ben lontano da quel 5% di calo del Pil avutosi nello stesso periodo, ovvero nel 2009.

 

Altri elementi che si discostano notevolmente dal piano Fenice sono: i ricavi, previsti in circa 4.300-4.400 miliardi e che, invece, si sono attestati a soli 2.921 (-33%); il coefficiente di riempimento previsto al 72% e realizzato solo al 65%; e soprattutto l’EBITDAR previsto a +156 milioni e invece ottenuto a -274.

 

Del resto una compagnia aerea nazionale che ha cancellato completamente dal suo network la Cina e l’India - con i suoi quasi 3 miliardi di persone, l’expo di Shangai 2010, il traffico merci che ne consegue, ecc. - difficilmente può essere considerata una compagnia aggressiva sul mercato e capace di recuperarne qualche quota. Difficile, quindi, capire il riferimento del Presidente Colaninno all’ampiezza del mercato, per quanto questa sia un elemento ovviamente essenziale di valutazione.

 

Interessanti sono anche le condizioni che il Presidente Colaninno ha posto al Governo per accettare l’incarico di intraprendere questo progetto. La prima in assoluto è stata quella di voler trattare solo con le quattro sigle politicizzate: Cicgl, Cisl, Uil e Ugl e di volere escludere a tutti i costi quelle autonome, Anpac prima di tutte, in quanto, a suo dire, responsabile diretta della gestione della vecchia Alitalia, prima ancora degli stessi Presidenti e Amministratori Delegati che si sono succeduti alla sua guida.

 

Se si può capire che la scelta dell’interlocutore cada sulle sigle indicate, in quanto negli ultimi anni hanno “responsabilmente” concordato su quasi tutte le proposte presentate dai datori di lavoro - non per niente in Italia abbiamo i lavoratori peggio pagati d’Europa e oltre 1000 morti sul lavoro l’anno e le azioni sindacali tese a contrastare questi fatti non vanno quasi mai oltre la “vibrata protesta” - resta comunque difficile, nonostante tutto, pensare che l’associazione professionale dei piloti potesse incidere così pesantemente sulle spese della compagnia.

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >

COMMENTI
30/06/2010 - PER IL SIG. CIOCCA (Z sara)

Anche se a certi italiani piaceva tanto l'idea che fossero i costi del personale (invidia sociale o pressapochismo?)ad aver tirato giu' l'Alitalia, e che quindi fosse giusto "eliminare" la fonte di tanto spreco, in realta', come spiega bene il Comandante Gismondi nel suo articolo gli sprechi erano (e sono) altrove. Al di la' delle cifre, che comunque confermano l'inettitudine, la miopia, il disprezzo per l'Italia, e le responsabilita' di chi ha guidato la compagnia negli ultimi 10 anni (managers & politici)-scaricate completamente sui dipendenti operativi, alla fine quello che conta e' che e' stato commesso un grave torto a migliaia di persone (questo e' un danno alla collettivita') ed e' stato buttato via/mortificato un patrimonio di conoscenze ed esperienza dal valore incalcolabile (capitale umano)che costituiva una ricchezza per la nazione. Anche questo non puo' far parte del "fare economia" in una societa'civile fondata su valori democratici e cristiani. X le cifre inoltro un'estratto dell'articolo di Piero Ostellino apparso sul Corriere della Sera del 15 novembre 2008. http://www.youtube.com/watch?v=VoTZCYEINbk

 
24/06/2010 - ECONOMIA?CERCASI VERI PATRIOTI DISPERATAMENTE (Z sara)

Tutto questo sarebbe molto interessante se ci fosse l'intenzione di fare economia. E se invece tutta l'operazione fosse stata un "Leveraged Buyout"? http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2010/5/28/ALITALIA-L-ex-dipendente-le-verita-di-Colaninno-e-Sabelli-si-incontrano-in-Svizzera/88854/ O qualcosa di simile (con scarsissime probabilita' di successo?) E se chi guida questo Paese non avesse a cuore gli interessi della nazione (tanto da rinunciare al trasporto aereo!), ma solo la propria sopravvivenza? "Il trasporto aereo è un asset strategico fondamentale, in quanto prevede l'accesso ai mercati in modo da consentire lo sviluppo economico delle nazioni. Pertanto, al fine di mantenere la loro competitività in un'economia globale, i paesi devono investire in infrastrutture di trasporto aereo per garantire la loro capacità di soddisfare la domanda attuale e futura dei servizi di trasporto aereo"(Miller&Clarke). Rinunciando al Trasporto Aereo credo che avremmo tutti qualcosa da perdere (per non parlare di quello che abbiamo gia' perso in termini di civilta'per come e' stata martoriata AZ). Anche i nostri figli, perche' loro erediteranno un Paese di serie C. Speriamo che il suo articolo venga letto da veri "Patrioti" e che ci vengano a salvare. Questa volta per davvero.

 
18/06/2010 - Alitalia è un pasticcio, ma occhio ai numeri! (Enea Ciocca)

Che l'operazione Alitalia sia "complicata" da capire, come le dichiarazione di Colaninno, forse non a caso, è il minimo che si possa dire. Che sulle responsabilità molti dicano che è colpa di altri, non aiuta a capire... ma leggendo questo articolo, arrivati a pag. 3 e trovando questi numeri (cito): "... il bilancio del 2007 della vecchia Alitalia... spendeva per il personale solo il 18% dei ricavi, mentre spendeva l’89% per tutto il resto... Un 89% che, però, nel 2006 era il 94%... " perlomeno io rimango allibito e faccio fatica a seguire e dare credibilità al resto. (Cioé: come faceva Alitalia nel 2007 a spendere per salari il 18% e l'89% per il resto? Che conti sono?) EC

RISPOSTA:

Se si riferisce al fatto che, conti alla mano, Alitalia spendeva più di quanto riuscisse a ricavare, tenga presente che - infatti - non stiamo parlando di una azienda sana. Purtroppo...