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CRAC GRECIA/ I nuovi "conti" che aiutano Europa e Italia

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E qui arriviamo alla seconda contraddizione. Il collega Verhofstadt, durante il dibattito in aula, ha rimproverato aspramente il Consiglio in questo senso e ha detto che bisogna trasferire la sovranità. C'è però un piccolo particolare da considerare: la sovranità non la trasferiscono gli Stati, la trasferiscono i popoli. Se oggi noi chiedessimo a questi popoli se sono disposti a trasferire l'intera sovranità in economia alle Istituzioni europee, non so quanti ci risponderebbero positivamente, perché è altrettanto vero che sono quegli stessi popoli che votano alle elezioni europee nella misura del 30% e che vivono una grande diffidenza nei confronti del nostro progetto politico.


Cosa possiamo fare quindi di realistico? In che modo realisticamente possiamo contribuire? Io penso che la Commissione europea stia seguendo la strada giusta. Come ha saggiamente puntualizzato il Capogruppo del PPE Joseph Daul mercoledì a Strasburgo intervenendo durante il dibattito al quale era presente il Presidente della Commissione europea Barroso, «L’ora del risveglio è suonata per l’Europa e tutti sanno che il suono del risveglio non è sempre piacevole ». Se i capi di Stato e di Governo si dimostreranno più attenti a conservare la propria poplarità piuttosto che agire nell’interesse generale, allora per i nostri cittadini saranno ancora molti i risvegli spiacevoli.


La strategia approvata ieri dal Consiglio dimostra che stiamo prendendo la strada giusta. Il Consiglio, approvando la strategia «Europa 2020» ha dimostrato di saper accogliere i suggerimenti della Commissione europea e del parlamento europeo. Questo non è un fatto secondario, perchè soltanto in questo modo, solo agendo in maniera concertata per cercare insieme la soluzione migliore, riusciremo davvero a donare ai 500 milioni di cittadini europei la fiducia necessaria per il presente e per il futuro. 

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COMMENTI
18/06/2010 - Indebitamento globale e parziale (Vulzio Abramo Prati)

Il fatto che anche i debiti dei cittadini vadano considerati nella situazione di passivo globale di un paese è sicuramente una cosa giusta e bene ha fatto il nostro Ministro a chiederla, bisogna però considerare che questi dati aggregati meritano un ulteriore ragionamento. I titoli del nostro debito, che è pari al 121% del PIL, sono posseduti per oltre il 50% da "non residenti" e solo una piccola parte (14%) è rimasta in mano alle famiglie. Negli anni '90 oltre il 90% del debito era in mano alle famiglie. In caso di forte difficoltà il nostro paese avrebbe potuto pensare a "manovre straordinarie" e non fallire, oggi se i detentori stranieri decidessero di non rinnovarli sarebbe il fallimento con conseguenze inimmaginabili! Gli italiani in compenso sono mediamente meno indebitati degli altri europei e possiedono in maggioranza la casa; la situazione è sicuramente migliore ma, senza una rigorosa politica di riduzione del debito, questo non impedirebbe il default del nostro paese! In sostanza il nostro paese sta peggio degli altri ma noi meglio, se però non riportiamo il debito sotto il 60% del PIL come Francia, Germania, UK ecc... in futuro staremo peggio anche noi come cittadini!

 
18/06/2010 - Europa 2020 (Daniele Badesso)

Con Europa 2020 l'Europa continua nella sua strategia di marketing con la quale millanta obiettivi che non raggiungerà mai come ha fatto sempre in precedenza.

 
18/06/2010 - soldi (marco ferrari)

a questo punto sembra un po' tardi però. Mancano i soldi per stare in piedi. Gli americani con tutti i loro titoli spazzatura ci hanno fregato e ora con la speculazione ci affossano definitivamente. Infatti loro stanno come noi a finanze, male, ma nel mondo il dollaro vale ancora qualcosa, l'euro no.