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CRAC GRECIA/ I nuovi "conti" che aiutano Europa e Italia

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In seguito alle conclusioni dello scorso marzo, il Consiglio europeo ha approvato ieri a Bruxelles Europa 2020, la nuova strategia europea per la crescita e l'occupazione. Si tratta di uno strumento indispensabile di cui tutti gli stati membri si serviranno da ora in avanti per delineare una prospettiva di uscita dalla crisi economica, partendo appunto da un rilancio della crescita attraverso un sostegno alla competitività, alla produttività, alla coesione sociale e alla convergenza economica. Europa 2020 promuoverà la messa in atto di riforme strutturali. Da subito l’enfasi deve essere concentrata sull’implementazione di queste riforme, sotto la guida e il coordinamento dell’unione europea. Nei prossimi mesi si discuterà su quali politiche specifiche possono essere adottate per sbloccare il potenziale di crescita dell’Ue, a partire dalla politica energetica e da quella per l’innovazione.


Durante il Consiglio si è discusso anche di stabilità. L’accoglimento della richiesta del nostro Governo di considerare nel patto di stabilità il debito privato insieme al debito pubblico è un successo italiano e di Berlusconi, ma è un successo anche per l’Europa perché produce un rafforzamento del patto di stabilità più corrispondente a una visione europea capace di garantire anche sviluppo e crescita.


L’Europa torna a fare il suo dovere. Anche perchè una cosa è certa, e cioè che nessun elemento di questa crisi e nessuna crisi negli ultimi sessant'anni sono stati il frutto di un eccesso di Europa. Nessuna crisi è il frutto di troppa Europa. Se un problema c'è anche in questa circostanza, è che abbiamo bisogno di più Europa, che c'è troppo poca Europa. La contraddizione più evidente è che da un lato gli Stati invocano il sostegno delle nostre Istituzioni e, dall'altro, chiedono però un recupero di sovranità.

 

 

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COMMENTI
18/06/2010 - Indebitamento globale e parziale (Vulzio Abramo Prati)

Il fatto che anche i debiti dei cittadini vadano considerati nella situazione di passivo globale di un paese è sicuramente una cosa giusta e bene ha fatto il nostro Ministro a chiederla, bisogna però considerare che questi dati aggregati meritano un ulteriore ragionamento. I titoli del nostro debito, che è pari al 121% del PIL, sono posseduti per oltre il 50% da "non residenti" e solo una piccola parte (14%) è rimasta in mano alle famiglie. Negli anni '90 oltre il 90% del debito era in mano alle famiglie. In caso di forte difficoltà il nostro paese avrebbe potuto pensare a "manovre straordinarie" e non fallire, oggi se i detentori stranieri decidessero di non rinnovarli sarebbe il fallimento con conseguenze inimmaginabili! Gli italiani in compenso sono mediamente meno indebitati degli altri europei e possiedono in maggioranza la casa; la situazione è sicuramente migliore ma, senza una rigorosa politica di riduzione del debito, questo non impedirebbe il default del nostro paese! In sostanza il nostro paese sta peggio degli altri ma noi meglio, se però non riportiamo il debito sotto il 60% del PIL come Francia, Germania, UK ecc... in futuro staremo peggio anche noi come cittadini!

 
18/06/2010 - Europa 2020 (Daniele Badesso)

Con Europa 2020 l'Europa continua nella sua strategia di marketing con la quale millanta obiettivi che non raggiungerà mai come ha fatto sempre in precedenza.

 
18/06/2010 - soldi (marco ferrari)

a questo punto sembra un po' tardi però. Mancano i soldi per stare in piedi. Gli americani con tutti i loro titoli spazzatura ci hanno fregato e ora con la speculazione ci affossano definitivamente. Infatti loro stanno come noi a finanze, male, ma nel mondo il dollaro vale ancora qualcosa, l'euro no.