BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

CRAC GRECIA/ I "buoni sconto" per uscire dalla crisi del debito

Foto Ansa Foto Ansa

Per entrare nel concreto, si tratta di “buoni sconto” praticati non da un singolo commerciante (come avviene già così spesso), ma da un gruppo di commercianti. Questa è una grande differenza, poiché nello sconto praticato dal singolo commerciante, il commerciante accetta dal cliente il foglietto che rappresenta il buono sconto, e lo cestina. Se invece il buono sconto è praticato da un gruppo di commercianti e fa parte di un circuito precostituito, allora il commerciante stesso potrà riutilizzare il buono sconto all’interno di quel circuito. Quindi il buono sconto circola; quindi il buono sconto fa il lavoro della moneta.

 

In concreto, il buono sconto verrà emesso da una associazione locale senza fine di lucro, e accettato da un gruppo di commercianti locali. Ogni commerciante dichiarerà di accettare il buono sconto secondo una percentuale, da lui stesso fissata. Se per esempio, un commerciante accetterà buoni sconto al 20%, vuol dire che per una spesa di 10 euro si potrà pagare con 8 euro e 2 “buoni sconto”. Oppure il cliente pagherà con 10 euro, e il commerciante gli darà un resto di 2 buoni sconto.

 

Con i buoni sconto incassati, il commerciante stesso può diventare consumatore presso gli altri esercizi commerciali del circuito. I buoni sconto vengono distribuiti agli appartenenti al circuito, commercianti e consumatori, in quantità uguali.

 

Fuori dell’area euro, oppure in epoche diverse, dove le leggi lo consentivano o lo consentono, sono nate delle vere e proprie monete alternative, cioè monete che localmente hanno completamente sostituito la moneta ufficiale. Di tali sistemi monetari abbiamo bisogno, sistemi monetari al servizio del bene comune, con distribuzione gratuita di una certa quantità (limitata) di moneta.

 

Si tratta di un muro culturale da abbattere: mentre non abbiamo difficoltà a concepire che una assistenza sanitaria di base debba essere a disposizione di tutti, e allo stesso modo siamo tutti d’accordo che un servizio di istruzione di base debba essere fornito gratuitamente a tutti, abbiamo invece una enorme difficoltà culturale a pensare a una distribuzione limitata (come negli altri casi) e gratuita di moneta.

 

PER CONTINUARE L’ARTICOLO CLICCA >> QUI SOTTO


COMMENTI
02/06/2010 - Difficile attuazione (Elio Campagna)

Nonostante le buone premesse non riesco a vedere un futuro possibile per quanto descritto. Se non ad un livello meramente locale e chiuso. Comunque lodevole l'intenzione anche se a modo suo è quasi analogo ad una sorta di circuito sconto pur con la limitatezza dell'esempio scelto. Ma chissà che approfondendo meglio l'argomento non si giunga ad un qualcosa di utile per la società...