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Economia e Finanza

FIAT/ 2. Che futuro avrà Pomigliano d’Arco senza Marchionne?

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Che cosa è, allora, questa forma strisciante di statalismo moraleggiante che pretende di distruggere ogni speranza raccontando la storia che non avremo altro lavoro, altra opportunità, all’infuori della Fiat?

 

Oppure a Pomigliano pensano che, in fondo in fondo, a quelli del Lingotto il famoso “Piano B” non conviene poi tanto. Che la fuga dall’Italia comporta troppi costi e problemi di vario tipo. Compreso il danno d’immagine in patria e, alla lunga, anche fuori. Compresa la fine della Fiat simpatica, dinamica, madeinitaly e un po’ froufrou. Compresa la fine della favola obamiana dell’auto che tutto può e tutti salva.

 

E allora, per favore, se c’è un margine per giocare, che si giochi. In libertà. Il tifo e la campagna elettorale non si addicono a questo referendum. Perché il vero vincitore non ha diritto di voto. Perché il mercato, l’industria, il futuro del Sud, non finiscono certo a Pomigliano. (E comunque tranquilli, stravinceranno i sì).

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