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CRAC GRECIA/ La "lite" Berlusconi-Merkel fa gioire gli speculatori

Angela Merkel e Silvio Berlusconi (Foto Ansa) Angela Merkel e Silvio Berlusconi (Foto Ansa)

Come definire altrimenti il botta e risposta tra il governo tedesco e il premier italiano Silvio Berlusconi, oggetto del contendere la proposta di una tassa sulle transazioni finanziarie fatta propria dal Consiglio europeo: «Credo di aver reso un buon servizio al mio Paese e anche all’Europa con il veto sulla tassa sulle transazioni finanziarie», ha dichiarato il premier italiano nel corso di una telefonata durante il convegno dell’associazione Liberamente, definendo la stessa «ridicola».

 

A giudizio del premier questa imposizione «se fosse stata approntata solo dall’Unione Europea e non dagli altri grandi Paesi avrebbe spostato negli Usa e in altri Paesi» la mole delle transazioni finanziarie internazionali, principio di buon senso che Bruxelles stenta a capire. Immediata la replica di Berlino, secondo cui «le conclusioni sono state approvate da tutti i capi di Stato e di governo del Consiglio europeo», ovvero unanimità per la proposta e quindi voto a favore anche di Silvio Berlusconi a nome dell’Italia.

 

Ma nonostante la precisazione tedesca, a Palazzo Chigi si ribadisce che il presidente Silvio Berlusconi al vertice di Bruxelles di giovedì scorso ha davvero posto il veto dell’Italia alla proposta di una tassa europea sulle transazioni finanziarie: tanto è vero che il vertice ha previsto la possibilità di un’imposizione sulle banche e non sulle operazioni finanziarie.

 

La comune casa europea brucia e loro non solo litigano ma non sanno nemmeno dirci come stanno le cose, sempre pronti ad attaccarsi a cavilli procedurali e altri maneggi da Consiglio europeo: attenzione, tenetevi forte perché l’auto dell’Ue sta correndo a folle velocità contro un muro e l’autista è completamente ubriaco. Il prossimo G20 ci riserverà amare sorprese.

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COMMENTI
22/06/2010 - si tratterebbe anche di sapere. . . (Fabrizio Terruzzi)

si tratterebbe anche di sapere cosa mai potrebbe tranquillizzare la speculazione. Il primo intervento a favore della Grecia era troppo timido? Ne è seguito un piano monstre e anche questo non va bene. Lo yuan deve essere rivalutato? Ora qualcuno azzarda che era meglio il contrario. C'era troppa allegria nello spesa statale? Ora che sono stati varati i piani di austerità si paventa disoccupazione e deflazione. Ecc., ecc. Insomma cosa cavolo si vuole o si dovrebbe fare? Io delle idee ce l'avrei ma mi piacerebbe che qualche illustre articolista si esprimesse in proposito. Forse è il caso che il Sussidiario prenda l'iniziativa.