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Lavoro

FIAT/ 2. Ecco perché sperare che vinca il sì al referendum di Pomigliano

Oggi a Pomigliano d’Arco si tiene il referendum sul nuovo contratto proposto da Fiat. GIULIANO CAZZOLA ci spiega perché è bene sperare che vinca il sì

Le manifestazioni degli operai di Pomigliano d'Arco per il sì al referendum (Foto Ansa)Le manifestazioni degli operai di Pomigliano d'Arco per il sì al referendum (Foto Ansa)

Oggi si vota nello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco. Sulla carta, considerando le forze schierate per il sì, la vittoria dei sostenitori dell’accordo dovrebbe essere netta. Oltre ai sindacati di categoria firmatari dell’intesa, si sono pronunciati per un voto positivo la Cgil, i partiti e le istituzioni locali.

 

Solo la Fiom e il cosiddetto sindacalismo di base (Cobas, ecc.) invitano i lavoratori a esprimere un voto contrario o a non recarsi a votare. Anche un risultato striminzito a favore dell’accordo farebbe, infatti, il loro gioco, dal momento che la Fiat ha chiesto un’affermazione inequivocabile per poter dare esecuzione al piano, in un clima di fiducia e di collaborazione.

Le cronache hanno pudicamente girato al largo dell’argomento, ma nella vicenda di Pomigliano c’è anche un altro protagonista ingombrante, la camorra, il cui orientamento - a noi sconosciuto - influenzerà sia la partecipazione al voto sia il suo esito.

Comunque finirà, questa vertenza ha consegnato a noi tutti molti spunti di riflessione. Il Governo ha scelto - e ha fatto bene a seguire questa linea di condotta - di non intromettersi, anche se - non poteva essere altrimenti - ha sostenuto l’operazione. La sinistra politica e sindacale - al solito - ha fatto, da sé, tutto e il suo contrario. E ha deluso, anche se, in larga maggioranza, ha finito per esprimersi a favore dell’accordo.

È sufficiente soffermarsi un attimo sulle parole di Pierluigi Bersani, la persona che, se domani si andasse alle urne e la sinistra vincesse le elezioni, sarebbe il probabile premier. Il leader del Pd ha testualmente dichiarato con riguardo al caso di Pomigliano: «Adesso bisogna fare in modo che questa vicenda eccezionale non prenda carattere di esemplarietà». Bel colpo! Forse Bersani conosce tante aziende che - alla luce fioca dei chiari di luna della crisi - sono pronte a investire nel giro di qualche anno 700 milioni in uno stabilimento del Sud, che fin dall’inizio ha “litigato” con l’efficienza e la produttività?

In verità, anche la sinistra in doppiopetto ha condiviso l’analisi truffaldina di quella in tuta blu. Per loro, l’intesa viola dei diritti fondamentali dei lavoratori, ma va accettata in nome della logica del “male minore” e dell’emergenza occupazionale, magari riservandosi iniziative di contrasto nell’arco temporale in cui l’accordo andrà a regime.

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