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MANOVRA/ Di Vico: non tocca la speculazione. Bertone: Tremonti, guardati dagli amici…

Pubblicazione:martedì 22 giugno 2010

Giulio Tremonti (Foto Ansa) Giulio Tremonti (Foto Ansa)

In questi ultimi giorni i temi economici sono al centro dell’attenzione dei media. Per meglio comprenderli e analizzarli abbiamo intervistato il giornalista economico Ugo Bertone e l'inviato  del Corriere della Sera Dario Di Vico. Il punto di partenza non può che essere (anche dopo le parole del Presidente della Repubblica di ieri) la manovra correttiva, che si prepara ad affrontare l’iter parlamentare, caratterizzato non solo dalla “contro-manovra” presentata sabato scorso da Pierluigi Bersani, segretario del Partito Democratico, ma anche dalla marea di emendamenti che Pdl e Lega stanno presentando al decreto targato Tremonti.

 

Una situazione che Di Vico vede positivamente: «Penso che tutte le proposte che sono migliorative, più puntuali e più eque vadano ascoltate, da qualunque parte provengano. Non ci si deve quindi trincerare o chiudere nella difesa del progetto iniziale: tutto il Paese deve capire che ha di fronte un passaggio delicato e occorre quindi dimostrare che le scelte fatte sono le più razionali e le più congrue, anche se non le più piacevoli».

 

Di diverso avviso Bertone, secondo cui «la raffica di emendamenti anti-Tremonti presentati all’interno del Pdl ricordano da vicino la guerriglia contro il ministro che portò nel 2004 alle sue dimissioni e alla nomina di Domenico Siniscalco. Mi sembra che il copione sia simile». Dall’altra parte, la proposta del Pd «sembra più un’operazione slogan. C’è un’esenzione sull’Irap (che rappresenta un costo), ci sono delle operazioni di stimolo dell’economia a costo zero, ma se si modifica la tassazione delle rendite finanziarie lasciando indenni i Bot e abbassando le aliquote sui conti correnti, non so quale possa essere il gettito finale sperato. Penso che se Visco fosse ancora ministro non sottoscriverebbe una finanziaria di questo tipo».

 

Del resto, come sottolinea Di Vico, «la manovra era purtroppo inevitabile: l’ha ricordato anche Mario Draghi. Ma rimane un problema più generale: ho l’impressione che con questa manovra noi compriamo del tempo, come con il prestito alla Grecia». Il vero nocciolo della questione è riuscire ad «arrivare a coordinare, come chiesto da più parti (compreso Tremonti), le politiche economiche della zona euro. Non si può avere una moneta comune e politiche economiche diverse. Il tempo “comprato” deve essere usato per elaborare soluzioni a livello europeo di maggior integrazione e programmazione, altrimenti basterà una nuova azione della speculazione per metterci in difficoltà».

 

E, secondo Bertone, le premesse non sono in tal senso buone: «La situazione della manovra correttiva italiana, rispetto a quella di altri paesi, appare poco chiara. E questo non è un bel segnale per i mercati internazionali. Credo che alla fine il risultato quantitativo verrà raggiunto, ma con un prezzo più alto per quel che riguarda la percezione che il mondo finanziario avrà del nostro paese».

 

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COMMENTI
24/06/2010 - Ancora loro... (Lorenzo ROMANO)

E' scritto a pag. 1 di tutti i libri di economia: lo Stato deve far in modo da mantenere l'equilibrio tra investimenti finanziari e investimenti industriali. Detto equilibrio saltò molti anni fa ma i Ministri UE sembrerebbero aver fatto ben poco! In una intervista Carlo Littieri, se ricordo bene, disse: "..gli Stati hanno perso il controllo della finanza..". Ora siamo alla resa dei conti e la Fiat che è una Azienda finanziata, deve opporre i costi di produzione italiani a quelli esteri per sopravvivere checché ne dicano i sindacati e le "opposizioni". Ricette alternative ci sono e sono piuttosto valide, è inutile insistere sui vecchi temi del "padrone e gli operai" e/o della necessità di sacrifici: balle! Ci vogliono solo idee per produzioni innovative e finanziamenti di tipo nazionalistico evitando fenomeni tipo Videocom, Tysen, ecc. Occorre abbattere le tasse, evitare la CIG, il sostegno ai redditi minimi, ecc. perché creano disavanzo PIL. Inutile chiudere ospedali e mandare prematuramente a casa impiegati dello Stato (con l'aggravio dell'INPS). Occorre solo creare nuovi posti di lavoro veri e loro, i Ministri, dovrebbero individuare cosa far fare ai cittadini e non come spremerli! Servono idee? Parliamone! Ho recuperato ben 3 progetti (persi a causa di un guasto al PC) per avviare una nuova produzione a T. Imerese e per fare qualcosa per la bellissima Sardegna, ecc. Questi progetti sono già a livello prototipo ma mancano taluni modesti finanziamenti, chissà...

 
22/06/2010 - Tassazione transazioni finanziarie? Sì grazie! (Giuseppe Crippa)

Personalmente non vedrei nulla di male nel tassare gli acquisti in borsa con l’IVA (non necessariamente al 20%) così come sono tassati gli acquisti di tutti i beni immobili. Il venditore dovrà versare il corrispettivo allo Stato, l’acquirente quando rivenderà il titolo verserà a sua volta il corrispettivo dell’IVA. Questo non contribuirà a raffreddare la speculazione, ma porterà comunque dei soldi alle casse statali. Mi piacerebbe davvero sapere cosa ne pensa il nostro Bottarelli.

 
22/06/2010 - Tassazione rendite finanziarie? No grazie (sandri michele)

Non vedo cosa ci sia di bello nel tassare le rendite finanziarie. Alla fine abbiamo che si tassano i risparmi delle persone. E di sicuro gli speculatori e i ricchi se ne sbattono di queste tasse, potendo usare paradisi fiscali e società offshore. Col tassare le rendite finanziarie si finisce solo per tassare chi lavora e risparmia.