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Economia e Finanza

IL CASO/ La Svizzera vs. la Banca d’Italia: chi ci fa guadagnare di più?

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Nel paragonare l’attuale crisi finanziaria con quelle precedenti, in cui la gente correva in banca per prelevare i propri risparmi (definite come bank panic, a cominciare dal quella catastrofica del 1907) si afferma che la differenza consiste nel fatto che, data la complessità dell’attuale sistema bancario e finanziario, ora sono le stesse banche che si rincorrono l’un l’altra, nel tentativo di ritirare la liquidità. E anche queste trovano la porta sbarrata.

 

In questo caos finanziario, una situazione particolare sta vivendo la Svizzera. La peculiarità di questo paese è quella di essere una meta ambita di tanti capitali stranieri, di provenienza più o meno lecita, garantiti da una sicurezza e segretezza ormai storici (anche se la segretezza ultimamente sta vacillando). Ma un tale afflusso di capitali non vuol dire altro che acquisto di moneta locale, e quindi reddito da signoraggio di gran lunga eccedente le necessità dell’economia reale svizzera. E gli effetti si vedono.

 

L’utile della BNS (Banca Nazionale Svizzera) per il 2009 è di 10 miliardi di franchi (circa 8 miliardi di euro); questo dato è da paragonare con il miliardo di utile della Banca d’Italia. Ma occorre una ulteriore precisazione. L’utile di un miliardo è un evento straordinario. Quello del 2008, per fare un paragone, è stato pari a circa 95 milioni, una cifra simile al 2007. In Svizzera, invece, gli utili della Banca Centrale vengono distribuiti per un terzo alla Confederazione e per due terzi ai Cantoni. Siccome tale utile può avere una forte oscillazione di anno in anno, si è stabilito che per il periodo 2008-2017 la ridistreibuzione sarà di 2,5 miliardi di franchi per ogni anno (circa 2 miliardi di euro).

 

Ma gli abitanti della Svizzera sono appena 7,6 milioni. Questo vuol dire che il reddito da signoraggio è circa di 250 euro a testa, ogni anno. Mentre in Italia, con il reddito straordinario di 1 miliardo del 2009 diviso per 60 milioni di abitanti, siamo a 16 euro a testa. Ma se stiamo al reddito incassato dallo stato per il 2008, pari a 57 milioni di euro, non abbiamo nemmeno un misero euro. Nemmeno un euro, contro 250 euro ogni anno, già pianificati per dieci anni, dal 2008 al 2017. E non basta: le riserve attualmente accantonate per le future ridistribuzioni sono pari a 19 miliardi.

 

Questo è il reddito da signoraggio, dovuto in massima parte per l’afflusso di capitali stranieri. Per fare un paragone, con 60 milioni di abitanti, a 250 euro ad abitante, se fossimo svizzeri lo stato riceverebbe 15 miliardi di euro dalla Banca d’Italia, ogni anno. A chiarirci le conseguenze della perdita di sovranità monetaria c’è anche un interessante intervento di Jean-Pierre Roth, ex Governatore della SNB, avvenuto nel novembre del 2004 e tuttora pubblicato sul sito della Banca dei Regolamenti Internazionali.

 

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