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CRAC GRECIA/ Ecco il “piano B” dell’Ue che danneggia l’Italia

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Il primo gruppo, quello dei paesi forti altresì definito “super-euro”, vedrebbe al suo interno oltre che Parigi e Berlino anche Olanda, Austria e Finlandia, mentre Italia, Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda farebbero parte del secondo gruppo, non si sa in che modo legato al primo ma quasi certamente da un peg fisso di riferimento. «È la sopravvivenza stessa dell’euro a essere sotto i riflettori dopo che sono filtrate queste indiscrezioni», scrivono nel loro report a Ing.

 

Stando a quanto riportato dal Daily Telegraph, il funzionario europeo responsabile della soffiata, avrebbe così descritto quanto sta accadendo in sede Ue: «La filosofia che sottende il “piano B” è basata sul fatto che le nazioni più forti devono staccarsi da quei paesi che non sono in grado di salvare. Per riuscire a contenere i possibili danni, i paesi del super-euro devono porre in essere qualcosa di drammatico, nonostante questo possa portare con sé conseguenze pesanti nel medio termine. È realmente un atto di disperazione. Non stanno parlando di una situazione ipotetica ideale ma del minore dei mali. Salvare la Grecia sarebbe relativamente economico, ma in sede europea l’argomento di cui davvero si parla è la Spagna: che non si può salvare ma nemmeno far fallire. Inoltre, sia a Parigi che Berlino sanno che è politicamente impossibile, controproducente, soltanto provare a far digerire ai cittadini un altro salvataggio di paesi “deboli”».

 

Per gli analisti di Ing Bank, «il fatto, molto semplice, è che non ci sono risposte semplici e a portata di mano per i problemi di competitività e solvibilità dell’Europa meridionale. Che la discussione sull’eurozona a due velocità sia più o meno negata, il punto non cambia: i mercati dubitano e continueranno a dubitare sul fatto che la zona euro possa continuare con questo assetto. Questo porta a un ulteriore indebolimento dell’euro nei mesi a venire». Indebolimento che sempre Ing fissa a 1.10 contro il dollaro entro la fine dell’anno: ringraziate pure Merkel e Sarkozy, il loro capolavoro sta per giungere a compimento.

 

Ma a Ing non sono così negativi: un’ipotesi di eurozona a due velocità vedrebbe il vecchio euro crollare contro il nuovo euro, garantendo un balzo per la competitività dei paesi “deboli” e per rafforzare la loro idea citano Michael Arghyrou e John Tsoukalas, che già all’inizio di quest’anno parlarono di questa ipotesi come inevitabile. Il problema, però, è che le nazioni dell’euro debole si troveranno addosso i debiti del “super-euro”, un qualcosa che nel breve termine potrebbe aggravare i problemi di solvibilità.

 

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COMMENTI
24/06/2010 - nessuna Europa (maura del torrione)

Ho sempre pensato che l'unione europea fosse solo un'illusione. C'è stata e solo a parole, secondo me, unione economica e finanziaria ma niente unione politica. E poi come può essere possibile unire milioni di persone che parlano lingue diverse? Gli Usa sono quello che sono perchè hanno una lingua ufficiale comune anche se poi ne vengono parlate e conosciute altre. Ma noi europei, e sopratutto noi italiani che nello studio delle lingue siamo indietro anni luce?

 
24/06/2010 - Le due Europe (Vulzio Abramo Prati)

Sul fatto che l'Unione Europea, come attualmente impostata, non stia in piedi credo nessuno abbia più dubbi, credo però che le cause di questo fallimento abbiano radici lontane. La realizzazione della Comunità non ha infatti seguito la logica dei Padri Fondatori che pensavano a un "super-stato" coeso in politica, economia, esteri, ecc..., pur con autonomie culturali e pratiche, ma si è sviluppata su due presupposti diversi condivisi da diversi gruppi di appartenenti. Da un lato gli "stati forti" convinti di prendere le redini del potere e decidere per tutti su tutto senza contraddittorio, dall'altro i paesi con economia debole convinti di salvarsi scaricando i loro debiti sugli altri! Il primo gruppo ha quindi "piazzato" le sue persone in tutti i posti di responsabilità, mentre il secondo ha continuato a spendere allegramente senza riguardi al bilancio. La Gran Bretagna che aveva capito tutto prima è rimasta alla finestra! Oggi che i nodi vengono al pettine si pensa al Piano B. A questo punto anche Germania e Francia che decidono assieme e pretendono poi l'unanimità degli altri devono capire che a qualcosa devono pur rinunciare, mentre i PIGS dovranno spiegare ai cittadini cosa non ha funzionato, senza falsi vittimismi o furbizie. Si è persa una occasione storica per la realizzazione di una vera Europa e le conseguenze le pagheremo care e per diversi anni! Vorrei poter dire come il capo dell'A Team "non esiste un piano B", ma a questo punto penso sia inevitabile!