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CRAC GRECIA/ Ecco il “piano B” dell’Ue che danneggia l’Italia

Pubblicazione:giovedì 24 giugno 2010

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Ci siamo, prepariamoci a un nuovo tonfo dell’euro e al disfacimento dell’Europa così come la conosciamo. Il rally di recupero è finito e non diamo la colpa alla rivalutazione - assolutamente farlocca - dello yuan o alle bizze di dollaro e yen, all’apprezzamento della sterlina o del franco svizzero.

 

La colpa è tutta interna all’Ue, anzi al suo cosiddetto nucleo forte: Germania e Francia, la prima costretta a manovre diversive per non dover affrontare la bomba a orologeria di bad assets su cui siedono le sue banche, la seconda deputata a essere madrina del primo default di un grande istituto di credito in area euro, come annunciato - senza fare ovviamente nomi - dalla Bce nel suo bollettino mensile (il downgrade da parte di Fitch di Bnp Paribas parla questa lingua ma ad aver maggior timori sono Credit Agricole - che ha già annunciato il writedown di 400 milioni di euro della sua unità greca, Emporiki, e un totale di perdita lorda per il 2010 di 750 milioni di euro - e Societe Generale, massacrate dalle vendite nella seduta di Borsa di martedì).

 

A certificare il prossimo bagno di sangue per la divisa comune europea ci ha pensato Roelof vand der Akker, chartist alla Ing Wholesale Banking, secondo cui il rally degli ultimi periodi altro non è che una correzione a breve di un downtrend più ampio e sistemico che ci porterà a un vero e proprio sell-off: per van der Akker, «se l’euro non riuscirà a costruire una base solida attorno a 1.217 sul dollaro, il passo successivo sarà attestarsi a 1.18 per scivolare velocemente a 1.14, nuova base in attesa del downtrend verso la quasi parità con il biglietto verde fissata a 1.03 da chi sta shortando la moneta unica Ue». L’euro ha cercato un punto di resistenza più alto verso il dollaro, ottenendo robusti guadagni nelle ultime sessioni di cambio, ma per van der Akker c’è poco da sperare: la divisa comune subirà un nuovo sell-off e questo influirà anche sul mercato azionario europeo.

 

Ma come fa questo “oscuro” analista a essere così certo? Quali basi macro ha per parlare in questi termini? Semplice, gli analisti di Ing Bank lunedì scorso hanno emesso un report per gli investitori in cui si dicevano certi dell’indebolimento dell’euro a causa del piano a cui starebbero lavorando in sede Ue Germania e Francia, ovvero la creazione di una “two-tier Euro zone”, ovvero un euro a due velocità che un funzionario dell’Ue ha dipinto come “piano B” a cui si starebbe lavorando per uscire dalla crisi globale innescata dalla Grecia.

 

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COMMENTI
24/06/2010 - nessuna Europa (maura del torrione)

Ho sempre pensato che l'unione europea fosse solo un'illusione. C'è stata e solo a parole, secondo me, unione economica e finanziaria ma niente unione politica. E poi come può essere possibile unire milioni di persone che parlano lingue diverse? Gli Usa sono quello che sono perchè hanno una lingua ufficiale comune anche se poi ne vengono parlate e conosciute altre. Ma noi europei, e sopratutto noi italiani che nello studio delle lingue siamo indietro anni luce?

 
24/06/2010 - Le due Europe (Vulzio Abramo Prati)

Sul fatto che l'Unione Europea, come attualmente impostata, non stia in piedi credo nessuno abbia più dubbi, credo però che le cause di questo fallimento abbiano radici lontane. La realizzazione della Comunità non ha infatti seguito la logica dei Padri Fondatori che pensavano a un "super-stato" coeso in politica, economia, esteri, ecc..., pur con autonomie culturali e pratiche, ma si è sviluppata su due presupposti diversi condivisi da diversi gruppi di appartenenti. Da un lato gli "stati forti" convinti di prendere le redini del potere e decidere per tutti su tutto senza contraddittorio, dall'altro i paesi con economia debole convinti di salvarsi scaricando i loro debiti sugli altri! Il primo gruppo ha quindi "piazzato" le sue persone in tutti i posti di responsabilità, mentre il secondo ha continuato a spendere allegramente senza riguardi al bilancio. La Gran Bretagna che aveva capito tutto prima è rimasta alla finestra! Oggi che i nodi vengono al pettine si pensa al Piano B. A questo punto anche Germania e Francia che decidono assieme e pretendono poi l'unanimità degli altri devono capire che a qualcosa devono pur rinunciare, mentre i PIGS dovranno spiegare ai cittadini cosa non ha funzionato, senza falsi vittimismi o furbizie. Si è persa una occasione storica per la realizzazione di una vera Europa e le conseguenze le pagheremo care e per diversi anni! Vorrei poter dire come il capo dell'A Team "non esiste un piano B", ma a questo punto penso sia inevitabile!