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Economia e Finanza

FIAT/ Marchionne prepara un modello Alitalia per Pomigliano

Sergio Marchionne (Foto Imagoeconomica)Sergio Marchionne (Foto Imagoeconomica)

La Fiom si è chiusa nel suo arrocco convinta che tutto è perduto fuorché l’onore. La Cgil non la pensa allo stesso modo, ma Guglielmo Epifani non ha la forza (e forse ormai nemmeno la voglia visto che in autunno lascia le redini a Susanna Camuso) di aprire un confronto, come è avvenuto in altre fasi storiche: ad esempio, nei primi anni ‘60 quando la Cgil riconobbe che la Cisl, scegliendo la contrattazione articolata, aveva ragione. O dopo la sconfitta alla Fiat nel 1980 che ha ribaltato i rapporti di forza tra sindacati e industriali. Tuttavia, sarebbe stato meglio se Marchionne avesse discusso a carte scoperte non solo con Cisl, Uil e ministro del lavoro.

 

L’ad Fiat lamenta che gli operai italiani non gli concedono lo stesso credito degli operai americani. Dimentica che la Uaw non gli ha firmato un assegno in bianco. La Chrysler è fallita, eppure il sindacato ha difeso i salari (grazie a zio Sam, anzi zio Obama) e ha preso il 51% del pacchetto azionario. L’azienda è cogestita, di qui l’ atteggiamento benevolo del sindacato. Lo stesso non si può dire di Pomigliano né della Fiat. Non vogliamo proporre lo stesso modello, per carità, ma lo scambio, qui, è ineguale. Marchionne se ne rende conto e probabilmente non ha molti margini.

 

Questo sarà un anno duro per la Fiat, le avvisaglie ci sono tutte. Nel 2011 non si prevede un aumento della domanda interna, né altri incentivi. Tutta l’attenzione sarà spostata sulla Chrysler e gli impianti italiani vivranno una fase di transizione e trasformazione. In vista del momento in cui ci sarà una vera ripresa. Per coglierla bisogna essere più efficienti, è interesse di tutti. Proprio per questo è meglio il consenso, faticoso ma duraturo, dell’effimero colpo di mano.

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COMMENTI
24/06/2010 - Cara Silvia... (Z sara)

..Ha proprio ragione, l'Alitalia "ha fatto scuola" e gli italiani oggi come allora intontiti(?)da campagne stampa mirate a delegittimare le proteste dei lavoratori e a denigrarli (le ricorda niente)e grazie all'assenza di una presa di posizione netta delle Istituzioni e dei rappresentanti politici che dovrebbero fare scudo di fronte ai tentativi di chicchessia di cancellare i diritti dei lavoratori e la rapida erosione dei diritti civili, non si rendono conto che con i loro silenzio o la loro frustrazione scaricata sulle persone sbagliate stanno contribuendo alla regressione del "Paese" (fino al medioevo?)nel quale vivranno i loro figli.

 
24/06/2010 - Fiat prepara un modello Alitalia per Pomigliano. (Silvia Rossi)

Ho letto con interesse l'articolo indicato in oggetto e constato che l'operazione Alitalia ha fatto scuola, nel senso che è facile chiudere una società,aprirne un'altra e assumere solo le persone gradite al'azienda (giovani,flessibili,sempre disponibili,a basso costo)e mandare a casa tutti gli altri, come è già successo con la vecchia compagnia di bandiera. E chi pagherà i costi di questa nuova pulizia? In Alitalia molti lavoratori sono stati espulsi senza avere i requisiti pensionistici e quindi dopo la cigs non avranno più un reddito.Vogliamo parlare anche di questo? Si guarda solo i bilanci delle aziende ma la dignità dei lavoratori? L'art. 1 della costituzione recita: l'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. Ora andrebbe modificato con il NON LAVORO, perchè negli ultimi anni sono stati persi migliaia di posti di lavoro anche in aziende che erano in utile e che per aumentare i profitti hanno preferito andae all'estero. Chi vi scrive è una cassaintegrata Alitalia dal dicembre 2008 e senza requisiti pensionistici, quindi potete capire quale sia il mio stato d'animo. Cordiali saluti Silvia