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Economia e Finanza

FIAT/ Marchionne prepara un modello Alitalia per Pomigliano

Al referendum di Pomigliano ha vinto il sì, ma questo non sembra bastare a Marchionne. In qualche modo la Fiom l'ha spuntata e ora, si chiede STEFANO CINGOLANI, cosa accadrà?

Sergio Marchionne (Foto Imagoeconomica)Sergio Marchionne (Foto Imagoeconomica)

La tentazione più facile è sempre quella di stravincere. E non risparmia nemmeno i migliori. Sergio Marchionne ha vinto a Pomigliano d’Arco, anche se il successo ottenuto non accontenta le sue aspettative. Adesso vorrebbe strafare tagliando completamente fuori la Fiom, se le sue parole hanno un senso.

Cosa vuol dire lavoriamo solo con chi ha detto sì? Significa licenziare tutti gli altri? O far firmare a ogni lavoratore una sorta di capitolazione? Non è chiaro, vedremo gli sviluppi di questo che doveva essere un momento chiave, una svolta, un modello per le relazioni industriali nell’era della Grande Recessione Globale e rischia di trasformarsi in un pasticcio.

Il primo passaggio dovrebbe essere politico. L’isolamento della Fiom può spingere la Cgil a riprendere in mano la situazione e a indurre la federazione metalmeccanici ad accettare il fatto compiuto, magari riservandosi una verifica e una nuova trattativa quando comincerà davvero la produzione.

Marchionne si aspettava un maggior calore del governo, a parte Maurizio Sacconi che lo ha appoggiato fin dall’inizio. Probabilmente la cautela deriva dalla paura che voglia batter cassa, chiedendo un sostegno agli investimenti promessi. In fondo, si può rammentare che lo stabilimento è stato costruito con i soldi dei contribuenti (l’Alfa era di stato) e chi volesse essere perfido potrebbe riaprire l’eterno capitolo del prezzo con il quale l’Alfa Romeo è stata pagata (a rate quinquennali, senza interessi, cominciando cinque anni dopo), oppure i contributi pubblici piovuti nel frattempo.

Ma scurdammece ’o passato, è il futuro che interessa. E allora, montare le Panda tra due anni assicura una prospettiva a Pomigliano d’Arco? O è un modo per prolungare un’inarrestabile agonia. Honi soit qui mal y pense. Si vergogni chi pensa male. Ma val la pena pensarlo per non finire estenuati in una battaglia socialmente importante (salvare posti di lavoro), ma di retroguardia sul piano industriale.

La Fiat sostiene che la Panda saturerà gli impianti per anni, sarà una vettura nuova e dovrebbe andar bene visto il successo di quella precedente. Quindi, anche se Marchionne non è soddisfatto del risultato, non torna indietro. In Polonia, del resto, andranno altri modelli. Ma come tirare avanti con 1.800 persone che hanno detto no, quasi tutti operai, cioè coloro ai quali spetta la produzione?

Ecco, allora, il secondo passaggio da discutere con i sindacati che hanno firmato e rappresentano in ogni caso la maggioranza dei lavoratori. Fonti aziendali non escludono la possibilità di seguire il modello Alitalia: licenziare tutti i dipendenti attuali e creare una nuova compagnia che li riassuma. Tutti? Anche chi ha votato no? È questo il punto di caduta non chiaro.

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COMMENTI
24/06/2010 - Cara Silvia... (Z sara)

..Ha proprio ragione, l'Alitalia "ha fatto scuola" e gli italiani oggi come allora intontiti(?)da campagne stampa mirate a delegittimare le proteste dei lavoratori e a denigrarli (le ricorda niente)e grazie all'assenza di una presa di posizione netta delle Istituzioni e dei rappresentanti politici che dovrebbero fare scudo di fronte ai tentativi di chicchessia di cancellare i diritti dei lavoratori e la rapida erosione dei diritti civili, non si rendono conto che con i loro silenzio o la loro frustrazione scaricata sulle persone sbagliate stanno contribuendo alla regressione del "Paese" (fino al medioevo?)nel quale vivranno i loro figli.

 
24/06/2010 - Fiat prepara un modello Alitalia per Pomigliano. (Silvia Rossi)

Ho letto con interesse l'articolo indicato in oggetto e constato che l'operazione Alitalia ha fatto scuola, nel senso che è facile chiudere una società,aprirne un'altra e assumere solo le persone gradite al'azienda (giovani,flessibili,sempre disponibili,a basso costo)e mandare a casa tutti gli altri, come è già successo con la vecchia compagnia di bandiera. E chi pagherà i costi di questa nuova pulizia? In Alitalia molti lavoratori sono stati espulsi senza avere i requisiti pensionistici e quindi dopo la cigs non avranno più un reddito.Vogliamo parlare anche di questo? Si guarda solo i bilanci delle aziende ma la dignità dei lavoratori? L'art. 1 della costituzione recita: l'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. Ora andrebbe modificato con il NON LAVORO, perchè negli ultimi anni sono stati persi migliaia di posti di lavoro anche in aziende che erano in utile e che per aumentare i profitti hanno preferito andae all'estero. Chi vi scrive è una cassaintegrata Alitalia dal dicembre 2008 e senza requisiti pensionistici, quindi potete capire quale sia il mio stato d'animo. Cordiali saluti Silvia