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Lavoro

SVISTE/ Ecco perché non credere a chi dice che la crisi è finita

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Se le cose andranno veramente così, si tratterebbe del primo caso dall’inizio degli anni ’90, quando cioè eravamo solo noi italiani a varare manovre restrittive. Non vedo però per quale motivo dovrebbe accadere proprio ora, quando tutti i paesi europei stanno varando misure restrittive. Data questa simultaneità di azione, i risultati potrebbero essere pesanti. È vero che si teorizza che un’azione coordinata per il contenimento dei debiti pubblici sia un bene per l’economia, ma si tratta anche di una situazione obiettivamente e storicamente nuova. Gli esiti che ne deriveranno potrebbero quindi non essere quelli sperati.

 

Come possiamo allora arrivare alla ripresa dell’occupazione?

 

La risposta non è per nulla semplice, perché servirebbe ulteriore crescita economica, che, data la nostra dipendenza dall’export, potrebbe essere frenata dalle manovre restrittive europee. Una via d’uscita sarebbe un aumento della domanda interna tedesca, che farebbe comodo ad altri partner europei come noi. Il problema è che la Germania, dal canto suo, aspetta la crescita in Cina, su cui però hanno messo gli occhi anche gli Stati Uniti. Ci ritroviamo in una situazione simile a quella che abbiamo internamente sui tagli orizzontali contenuti nella manovra.

 

In che senso?

 

Coordinare i tagli non vuol dire togliere il 5% a tutti, ma una capacità di differenziare le misure in maniera tale che l’economia ne risenta il meno possibile, anzi magari ne possa trarre qualche beneficio. La stessa cosa vale per l’Europa: non è che tutti debbano fare lo stesso sacrificio nello stesso momento, nella stessa misura. Non perché uno stato sia più meritevole dell’altro, ma perché il risultato netto a livello europeo può essere molto differente.

 

Il problema è quindi di coordinamento delle politiche economiche?

 

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COMMENTI
25/06/2010 - Tempistiche differenziate (Ortensio Rampogna)

Si può giustamente auspicare un coordinamento a livello europeo delle misure per affrontare la crisi ma a me pare che il problema sia un altro: la finanza sta obbligando la politica a fare quello che la politica non ha mai voluto affrontare. E questo, drammaticamente, mostra quanto è potente la finanza e quanto la politica campa solo per mantenere le rendite di posizione (litigando sul nulla)! E la manovra finanziaria mostra anch'essa che a pagare pegno per gli errori della finanza e l'inerzia colpevole della politica è sempre l'incolpevole (onesto) cittadino che non può far altro che pagare quello che lor signori decideranno: volenti o nolenti, dalle nostre buste paga verranno decurtati i danari per arrivare alla cifra decisa e gli enti locali ridurranno i servizi che sempre i cittadini hanno pagato con le loro tasse. Sul tema del lavoro: ma secondo voi il titolo Fiat guadagnerà o perderà se l'azienda non investirà su Pomigliano licenziando tutti i lavoratori?? Se pensiamo quanto la Fiat è costata al cittadino.....

 
25/06/2010 - Stare in posti d'osservazione diversi (Diego Perna)

E' chiaro che il punto di vista di un povero artigiano obsoleto che di questa crisi globale , se così la vogliamo chiamare per convenzione, non ne capisce nulla,nè sa cosa sia la finanza , nè la politica, nè legge mai un quotidiano, non è un addetto ai lavori come tanti ministri e geni, presidenti di confindustrie o ass. bancarie, che il pil crede sia un pilo o pelo senza o, ma che vive dentro la realtà così come è, oserei dire con molto pudore, umilmente, dice che se continua così solo per un altro anno, ma anche due o tre trimestri per cercare di adeguarsi all'ottimismo di massa guidato, non solo si troverà in mezzo ad una strada,( non nel senso del pellegrino, che è una cosa buona, ma nel senso del mendicante e non quello di Giussani). E così come lui tantissime altre imprese e famiglie, ditelo a questi cavolo di ottimisti ad oltranza che forse hanno ancora scorte sufficienti per andare avanti, mentre intorno le imprese, non azzardatevi a dire che sono obsolete, chiudono; per non parlare delle Regioni che non hanno soldi, di Piazza Affari che ieri ha perso 2 punti , come le altre Europee, il DJIA , il Nikkey ecc. e non è un buon segno.Quando apriremo gli occhi? Ditelo a chi ha scelto di mestiere quello di governarci? Lasciamo anche loro senza soldi e vediamo se sono ancora così tranquilli ed ottimisti; ditelo sopratutto a chi fa informazione nei media più seguiti, che oggi dedicheranno fiumi di parole alla ns povera nazionale di calcio. Buona Giornata