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Lavoro

SVISTE/ Ecco perché non credere a chi dice che la crisi è finita

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Assolutamente. Muovendosi tutti verso il rigore, in attesa che sia un altro paese quello disposto ad “aprire alle importazioni”, non si creano le condizioni per crescere. Ecco, se la Germania, che ha la vera leadership europea (per dimensione e per opportunità di mercato), non deprimesse la propria domanda interna, allora potrebbe davvero diventare non dico la locomotiva mondiale, ma almeno un motorino europeo.

 

In alcuni paesi europei si discute dell’opportunità di introdurre una tassa sulle banche. Cosa ne pensa?

 

Non è ancora ben chiaro dove si voglia incidere, che cosa voglia dire concretamente tassare le banche. Mi pare comunque che la cosa più importante sarebbe introdurre più controlli, più verifiche sul sistema finanziario. L’idea non deve essere “facciamo pagare il conto alle banche”, ma “cerchiamo di trovare il modo perché non si crei una nuova crisi”. Bisogna risolvere il problema alla radice, altrimenti tutto rischia involontariamente di trasformarsi in un modo per mettere fieno in cascina in vista della prossima crisi. Quando forse tutti in realtà vorremmo che non ci fosse un’altra crisi.

 

(Lorenzo Torrisi)

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COMMENTI
25/06/2010 - Tempistiche differenziate (Ortensio Rampogna)

Si può giustamente auspicare un coordinamento a livello europeo delle misure per affrontare la crisi ma a me pare che il problema sia un altro: la finanza sta obbligando la politica a fare quello che la politica non ha mai voluto affrontare. E questo, drammaticamente, mostra quanto è potente la finanza e quanto la politica campa solo per mantenere le rendite di posizione (litigando sul nulla)! E la manovra finanziaria mostra anch'essa che a pagare pegno per gli errori della finanza e l'inerzia colpevole della politica è sempre l'incolpevole (onesto) cittadino che non può far altro che pagare quello che lor signori decideranno: volenti o nolenti, dalle nostre buste paga verranno decurtati i danari per arrivare alla cifra decisa e gli enti locali ridurranno i servizi che sempre i cittadini hanno pagato con le loro tasse. Sul tema del lavoro: ma secondo voi il titolo Fiat guadagnerà o perderà se l'azienda non investirà su Pomigliano licenziando tutti i lavoratori?? Se pensiamo quanto la Fiat è costata al cittadino.....

 
25/06/2010 - Stare in posti d'osservazione diversi (Diego Perna)

E' chiaro che il punto di vista di un povero artigiano obsoleto che di questa crisi globale , se così la vogliamo chiamare per convenzione, non ne capisce nulla,nè sa cosa sia la finanza , nè la politica, nè legge mai un quotidiano, non è un addetto ai lavori come tanti ministri e geni, presidenti di confindustrie o ass. bancarie, che il pil crede sia un pilo o pelo senza o, ma che vive dentro la realtà così come è, oserei dire con molto pudore, umilmente, dice che se continua così solo per un altro anno, ma anche due o tre trimestri per cercare di adeguarsi all'ottimismo di massa guidato, non solo si troverà in mezzo ad una strada,( non nel senso del pellegrino, che è una cosa buona, ma nel senso del mendicante e non quello di Giussani). E così come lui tantissime altre imprese e famiglie, ditelo a questi cavolo di ottimisti ad oltranza che forse hanno ancora scorte sufficienti per andare avanti, mentre intorno le imprese, non azzardatevi a dire che sono obsolete, chiudono; per non parlare delle Regioni che non hanno soldi, di Piazza Affari che ieri ha perso 2 punti , come le altre Europee, il DJIA , il Nikkey ecc. e non è un buon segno.Quando apriremo gli occhi? Ditelo a chi ha scelto di mestiere quello di governarci? Lasciamo anche loro senza soldi e vediamo se sono ancora così tranquilli ed ottimisti; ditelo sopratutto a chi fa informazione nei media più seguiti, che oggi dedicheranno fiumi di parole alla ns povera nazionale di calcio. Buona Giornata