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SCENARIO/ 1. Pelanda: ecco perché servirebbero altre due manovre da 45 miliardi

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Ciò è rilevante perché il mercato prenderà queste date come punti di riferimento. Gli Stati più lenti della Germania vedranno aumentare il costo di rifinanziamento periodico dei loro titoli di debito per minore affidabilità comparata. Tale costo potrebbe salire al punto da diventare insostenibile per uno Stato e costringerlo all’insolvenza.

 

Da un lato, la Germania ha compiuto quasi un atto di guerra nei confronti dei partner facendo così senza consultarli. Dall’altro lo ha fatto e questa è la realtà. E, senza novità, l’Italia dovrà raggiungere sia il deficit zero sia riconfigurare le regole del mercato interno per dargli più potenziale di crescita entro il 2016 o poco dopo, cominciando fin da ora ad essere credibile per tale prospettiva. Se per 12 miliardi di tagli viene fuori un casino come quello che si vede in cronaca, figuriamoci cosa succederà sul piano del consenso quando sarà evidente che per un lustro dovremo tagliare dai 10 ai 20 miliardi all’anno.

 

La Germania ne ha già annunciati 80, il Regno Unito altrettanti, più una detassazione stimolativa, la Francia 100 e gli altri qualcosa di simile. Appunto, noi non potremo fermarci ai 12 e qualcosa di tagli più altrettanti di recupero di gettito via polizia fiscale. Per prima cosa: che questo sia chiaro. Se lo è, dobbiamo chiederci se è sostenibile e veramente necessario fare in poco tempo una deflazione così intensa dettata dall’agenda tedesca. Da un lato sarebbe utile per cancellare tutta la morchia di spesa inutile, travestita da imbrogliona socialità, e apparati rigonfiati. Inoltre l’impatto deflazionistico sarebbe bilanciabile con più crescita del Pil stimolata da liberalizzazioni vere e ciò sarebbe un risanamento strutturale.

 

Va anche detto che senza il terrore dell’insolvenza tali cambiamenti non troverebbero fattibilità. Dall’altro è difficile pensare che il sistema italiano incrostato da decenni di parassitismo e protezionismi di tutti i tipi possa sostenere una cura del genere fatta di massimo rigore combinato con riduzione delle protezioni. Cosa fare? Io avrei in mente alternative più sostenibili, ma anche per queste serve un progetto nazionale per rifare l’Italia totalmente. Questo il tema su cui discutere senza fronzoli.

 

www.carlopelanda.com

 

 



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COMMENTI
28/06/2010 - Breve risposta al Sig. Crippa. (Gianluigi Lonardi)

Non solo giusta, Sig. Crippa. Io ritengo che la secessione sia un dovere morale oltre che segno di civiltà perchè a pagare le spese dell'unità non sono i ricchi del nord che automaticamente adeguano i prezzi ai costi ma i loro conterranei poveri, ossia le buste paga, indigeni ed emigrati, qualsiasi provenienza abbiano e a qualsiasi etnia appartengano. E' vero che anche al nord ci sono sprechi, pero i nostri li paghiamo noi padani vecchi e nuovi, e quelli di altre zone del paese anche. il problema è tutto li.

 
28/06/2010 - Festa finita! (Vulzio Abramo Prati)

Concordo pienamente con il contenuto dell'articolo e credo proprio che gli italiani debbano convincersi che la festa è finita e se vogliamo salvarci dobbiamo fare tutti indistintamente la nostra parte di sacrifici. E' inutile protestare per i tagli agli enti lirici, alle compresenze nella scuola, agli enti montani che costano parecchio e dei quali non si capisce bene l'utilità a parte piazzare i politici "trombati", alle spese degli enti locali che abbondano di consulenti e gemellaggi tanto paga Pantalone! A proposito era proprio necessario che 10 consiglieri milanesi andassero in delegazione a Shangai per il 30° del gemellaggio? E che dire poi degli sprechi nel sociale che per diritto è gratis? Basta vedere nelle farmacie i bidoni pieni di farmaci scaduti e non utilizzati, qualcuno pensa che sono stati pagati? E chissà quanti altri finiscono direttamente nella spazzatura! Quando le cose sono gratis vengono sprecate, partecipando tutti anche in minima parte e in funzione del reddito alla spesa si avrebbero risparmi enormi e razionalizzazioni evitando gli sprechi. Mi rendo conto che tutto ciò è impopolare ma tutti devono pagare in proporzione, nessuno escluso perchè gli sprechi sono enormi e non c'è via di scampo se vogliamo salvarci! Un'ultima annotazione, forse anche certi Ministri che continuano a dire che va tutto bene dovrebbero smetterla, forse va bene a loro non al Paese! Mi chiedo se pensano a quello che dicono o piuttosto non pensano quello che dicono!

 
28/06/2010 - Ragionamento (Giuseppe Crippa)

Allora Lei pensa, signor Lonardi, che la secessione sia giusta?

 
28/06/2010 - La decisione tedesca e la UE... (Giorgio Boschetto)

Stando così le cose, la UE com'è strutturata oggi ha ancora senso ?

 
28/06/2010 - Commento all'articolo del Prof. Pelanda (Gianluigi Lonardi)

Io ritengo che l'analisi del prof. Pelanda sia giusta ma che sia irrealizzabile senza secessione.