Economia e Finanza
lunedì 28 giugno 2010
La nazione deve prendere atto che è finita un’era. D’ora in poi non si potrà fare più debito. Questo perché il mercato non è più disposto a comprare titoli di Stati che non dimostrano di voler e poter ripagarlo. Poiché il nostro va ben oltre il 100% della ricchezza nazionale prodotta in un anno il mercato vuole, in particolare da noi, una prova che lo ripagheremo. E lo vuole di più dopo che si è accorto che la Germania non ha alcuna intenzione di sostenere i debiti altrui togliendo risorse ai propri cittadini.
Questa volta si fa sul serio. E far sul serio significa: (a) arrivare il prima possibile alla condizione di deficit annuo zero nel bilancio statale in quanto per rendere credibile che l’Italia ripagherà il proprio debito la prima cosa da fare è quello di non farlo crescere; (b) ma anche aumentare la crescita del Pil, perché in una situazione di rigore senza sviluppo ci sarebbe recessione o stagnazione endemica (deflazione), quindi meno gettito e meno capacità di sostenere l’enorme costo della spesa per interessi del debito residuo, cosa che ci porterebbe all’insolvenza ed all’uscita dall’euro. Questo è il nuovo requisito ed implica tagliare la spesa pubblica in modo permanente, al netto dei 12 miliardi ora in discussione, da un minimo di 45 miliardi ad un massimo di 90, a seconda di come andranno Pil, gettito e tassi che influenzano la spesa annua per gli interessi.
Il governo ancora non può dire esattamente quanto proprio perché l’equazione ha molti termini e mancano dati proiettabili con credibilità, per esempio la crescita aiutata dall’export pompato dalla svalutazione dell’euro sta aumentando più del previsto. Ma penso che non voglia anticipare i futuri tagli e le misure di rilancio della crescita, perché questi avrebbero un impatto devastante su un sistema abituato allo spreco ed alle protezioni. Ritengo che sulla stampa dobbiamo anticipare quello che il governo dovrà fare e che non può ora dire, perché bisogna preparare la nazione a gestire un cambiamento totale e non solo qualche taglietto.
Il problema principale è il tempo con cui il bilancio statale dovrà raggiungere la condizione di deficit zero. Al momento l’agenda è determinata dalla decisione della Germania, nel 2009, nel mettere in Costituzione l’obbligo al deficit zero nel 2016, per il bilancio federale, e nel 2020 per quelli degli enti locali.
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Non solo giusta, Sig. Crippa. Io ritengo che la secessione sia un dovere morale oltre che segno di civiltà perchè a pagare le spese dell'unità non sono i ricchi del nord che automaticamente adeguano i prezzi ai costi ma i loro conterranei poveri, ossia le buste paga, indigeni ed emigrati, qualsiasi provenienza abbiano e a qualsiasi etnia appartengano. E' vero che anche al nord ci sono sprechi, pero i nostri li paghiamo noi padani vecchi e nuovi, e quelli di altre zone del paese anche. il problema è tutto li.
Concordo pienamente con il contenuto dell'articolo e credo proprio che gli italiani debbano convincersi che la festa è finita e se vogliamo salvarci dobbiamo fare tutti indistintamente la nostra parte di sacrifici. E' inutile protestare per i tagli agli enti lirici, alle compresenze nella scuola, agli enti montani che costano parecchio e dei quali non si capisce bene l'utilità a parte piazzare i politici "trombati", alle spese degli enti locali che abbondano di consulenti e gemellaggi tanto paga Pantalone! A proposito era proprio necessario che 10 consiglieri milanesi andassero in delegazione a Shangai per il 30° del gemellaggio? E che dire poi degli sprechi nel sociale che per diritto è gratis? Basta vedere nelle farmacie i bidoni pieni di farmaci scaduti e non utilizzati, qualcuno pensa che sono stati pagati? E chissà quanti altri finiscono direttamente nella spazzatura! Quando le cose sono gratis vengono sprecate, partecipando tutti anche in minima parte e in funzione del reddito alla spesa si avrebbero risparmi enormi e razionalizzazioni evitando gli sprechi. Mi rendo conto che tutto ciò è impopolare ma tutti devono pagare in proporzione, nessuno escluso perchè gli sprechi sono enormi e non c'è via di scampo se vogliamo salvarci! Un'ultima annotazione, forse anche certi Ministri che continuano a dire che va tutto bene dovrebbero smetterla, forse va bene a loro non al Paese! Mi chiedo se pensano a quello che dicono o piuttosto non pensano quello che dicono!
Allora Lei pensa, signor Lonardi, che la secessione sia giusta?
Stando così le cose, la UE com'è strutturata oggi ha ancora senso ?
Io ritengo che l'analisi del prof. Pelanda sia giusta ma che sia irrealizzabile senza secessione.
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