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FINANZA/ 2. Cosa c'è dietro lo strano "gioco" della Bce sulle monete stampate (e non)?

Pubblicazione:

La sede della Bce (Foto: Imagoeconomica)  La sede della Bce (Foto: Imagoeconomica)

 

Tale domanda sorge anche per la campagna pubblicitaria che qualche tempo fa (e ciclicamente ritorna) decantava la facilità nel pagare con una carta (bancomat o altro) invece che con i contanti. Il sospetto è che gli istituti bancari non siano indifferenti alla questione, e quindi possano “suggerire” a Bankitalia e alla Bce di stampare quantità di monete e banconote tali da non facilitare il pagamento con i contanti. La possibilità di questo “suggerimento” viene dal fatto che i partecipanti al capitale di Bankitalia sono proprio le principali banche italiane. Andando a leggere i dati ufficiali pubblicati dalla Bce, il sospetto diviene quasi una certezza morale. I dati pubblicati sul sito ufficiale della Bce evidenziano come le banconote da 50 euro e da 500 euro hanno avuto un aumento abnorme di quantità rispetto agli altri tagli. Riporto qui i dati del mese di maggio di quest'anno, confrontati con quelli del gennaio 2003.

 

 

Tagli

2003

2010

Aumento Perc.

€ 5,00

1102

1459

32,00%

€ 10,00

1475

1944

32,00%

€ 20,00

1762

2581

46,00%

€ 50,00

2224

5157

132,00%

€ 100,00

648

1484

129,00%

€ 200,00

118

179

52,00%

€ 500,00

169

570

237,00%

 In milioni di pezzi

 

 

Come mai questi aumenti così marcati solo per alcuni tagli di banconote? Oltre alla facile spiegazione che in questo modo ostacolano deliberatamente l'utilizzo del contante in particolare per il piccolo commercio, viene da pensare che vi sia una motivazione particolare. A me è venuta in mente una motivazione sopra le altre. Le Banche Centrali cercano di corrispondere alle richieste del mercato, senza preoccuparsi da quali parti vengano queste richieste. E quali sono al mondo i traffici più importanti, quali sono i business più lucrosi? Sono indubbiamente la corruzione (di politici o funzionari che detengono un qualche potere) da una parte e i traffici di droga e armi dall'altra. Per questi tipi di “affari”, penso si possa escludere il pagamento tramite bonifici, assegni o carte di credito. Occorre l'intracciabilità dei contanti. Per i primi, possono andare bene le mazzette di banconote da 50 euro, per i secondi possono andare bene le valigette ventriquattrore stipate di banconote da 500 euro.

 

Ancora più chiaro è il dato sulle quantità relative dei pezzi.

 

Tagli

2010

Perc.

€ 5,00

1459

11,00%

€ 10,00

1944

15,00%

€ 20,00

2581

19,00%

€ 50,00

5157

39,00%

€ 100,00

1484

11,00%

€ 200,00

179

1,00%

€ 500,00

570

4,00%

Totale pezzi

13374

100,00%

 


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COMMENTI
30/06/2010 - Bufala (Roberto Farci)

ahahah mai lette tante idiozie in un solo articolo. In rete gira questo dossier sulle frottole del signoraggio: http://digilander.libero.it/togiga/signoraggio.pdf e un gruppo facebook che debunkera le sciocchezze dei complottisti: http://www.facebook.com/pages/Signoraggio-informazione-corretta/279217954594 la teoria del complotto del signoraggio è una bufala di stampo neonazista http://signoraggisti.blogspot.com http://it.wikipedia.org/wiki/Teorie_del_complotto_sul_signoraggio

RISPOSTA:

Il problema del signoraggio è un pò più antico del nazismo, figuriamoci del neonazismo. Oltre al noto passaggio del libro "Il Capitale" di Karl Marx (cap. 24), un altro autore molto interessante è Alexander Del Mar, Segretario del Tesoro degli Stati Uniti e membro della Commessione Monetaria; creò e diresse l'Ufficio Statistica degli Stati Uniti. Autore del libro "Storia dei crimini monetari", pubblicato nel 1899, un trentennio prima della Grande Depressione. Neonazista anche lui? (Giovanni Passali)

 
30/06/2010 - ancora sulla moratoria (rodrigo ottavio)

Egr. Dottore, grazie della risposta che condivido in pieno. La richiesta di moratoria che io ho esteso in modo provocatorio, potrebbe però avere un senso, in quanto 1° coinvolgerebbe categorie e Chiesa su un obiettivo concreto e immediato (tenuto conto che la richiesta di un'eventuale riforma del sistema monetario, appare oggi di difficile ottenimento) ; 2° Significato implicito, ma non secondario,indicherebbe ai cittadini la vera causa del debito pubblico : gli Istituti di emissione; 3° nel caso si ottenesse, aprirebbe una breccia nel muro di omertà e complicità che è stato edificato intorno a questo problema.

RISPOSTA:

Esprimo qualche dubbio sul tipo di provocazione, ma se ci fosse una proposta del genere la firmerei subito. Ritengo comunque che educare sia il primo obiettivo. La provocazione può essere un momento spettacolare all'interno di un percorso educativo. (Giovanni Passali)

 
30/06/2010 - Una moratoria del debito pubblico (rodrigo ottavio)

Proposta: Tenuto conto che circa il 50% del debito pubblico europeo ha come creditori la BCE e gli Istituti Centrali, che il debito suddetto viene spalmato sui cittadini con l'aumento della tassazione, la riduzione della qualità della vita, la paura del futuro, con la conseguente minaccia di crisi per intere società occidentali. Che il debito è artificialmente prodotto a causa di un'inversione contabile che trasforma il creditore in debitore. Che il Padre Nostro, preghiera accettata da tutti come manifestazione di umana comprensione e speranza, recita tra l'altro : "Rimetti e Noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori" . Perchè non ci si fa promotori di una richiesta di moratoria e di remissione di parte del debito pubblico, almeno quello di competenza delle Banche Centrali? Già in passato, più volte, abbiamo richiesto e ottenuto moratorie del debito delle nazioni africane. Che ne pensate?

RISPOSTA:

Il cuore del problema non è rimettere i debiti, ma ripensare tutto il sistema e fermare il meccanismo che genera debito. Altrimenti rimettere i debiti oggi non servirà a nulla, se lo stesso meccanismo continuerà imperterrito a preparare la crisi di domani. E poi, cosa vuol dire non pagare il debito oggi? Non stiamo parlando di una situazione negativa all'interno di un quadro positivo, ma di un insieme tutto negativo (tutti gli stati sono indebitati) che genererà uno sconvolgimento economico-finanziario di proporzioni spaventose. Proprio quello che già sta succedendo, senza alcun bisogno di interventi. Tutto questo può essere evitato, proprio perché non abbiamo problemi produttivi (non abbiamo problemi di produzione dei beni necessari ai bisogni fondamentali) ma solo monetari e di conseguenza finanziari. Quello è il meccanismo da correggere A favore del bene comune. Mi permetto di osservare che, secondo la mia modesta opinione, un punto decisivo del Padre Nostro è quel "Dacci oggi il nostro pane quotidiano", e soprattutto l'aggettivo "nostro" elemento fondativo della dottrina sociale della chiesa e del principio di sussidiarietà.Un concetto che penso di approfondire in un prossimo articolo. (Giovanni Passali)

 
30/06/2010 - Banconote (Diego Perna)

Se i grafici sono reali, e la sua tesi è supportata da questi, c'è da stare più che preoccupati. Altro che grande fratello di Orwell, è come ammettere un grande potere occulto legato a quanto di più fetido esiste nel globo. Sinceramente mi auguro che non sia così, anche se il dubbio rimane. Buona giornata e grazie per i suoi articoli

RISPOSTA:

I dati riportati sono dati ripresi dal sito ufficiale della Bce, all'indirizzo http://www.ecb.int/stats/euro/circulation/html/index.en.html. Proprio la gravità della materia esige la massima precisione. Preferirei sbagliarmi, ma non vedo miei errori purtroppo. (Giovanni Passali)