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FINANZA/ 2. Cosa c'è dietro lo strano "gioco" della Bce sulle monete stampate (e non)?

Quanto della politica monetaria dipende davvero dagli Stati e quanto dalle banche centrali? E come viene gestita? GIOVANNI PASSALI propone qualche riflessione e qualche dato davvero un po' inquietante

La sede della Bce (Foto: Imagoeconomica) La sede della Bce (Foto: Imagoeconomica)

Nell'estate del 2007, in una delle tante polemiche inutili che scoppiano ad agosto, l'allora Presidente del Consiglio Prodi ipotizzò la vendita di parte dell'oro di Bankitalia per ripianare una seppur minima parte del debito pubblico. La cosa fu accantonata per la sprezzante risposta del Governatore della Bce. La cosa che più mi colpì di quella piccola polemica estiva è il fatto che a rispondere alla discutibile uscita di Prodi non fu il Governatore della Banca d'Italia, ma quello della Bce: come se l'oro depositato presso Bankitalia fosse di proprietà della Bce. Ma quell'oro, a dirla tutta, non è nemmeno di proprietà di Bankitalia, ma dello Stato Italiano.

E mi colpì moltissimo anche il fatto che nessun media, televisione o quotidiano che fosse, avesse notato questo aspetto della polemica. Un altro esempio del tono sprezzante con cui i funzionari della Bce sono adusi a trattare i politici lo abbiamo avuto quando, qualche anno fa, il ministro Tremonti ipotizzò la possibilità di stampare come banconote i valori da 1 e 2 euro, per aiutare i consumatori a comprendere il valore degli euro posseduti.

In questo caso oltre al tono sprezzante con cui venne detto “la cosa non è all'ordine del giorno”, la frase aggiunta ci dice una cosa molto interessante: “Non so se il ministro italiano si rende conto che così perderebbe il reddito da signoraggio”. Quindi, per stessa ammissione di un Governatore della Bce, alla stampa di moneta da parte della Bce, invece che da parte di uno Stato sovrano, corrisponde una perdita monetaria. E a quanto corrisponde questa perdita?

Il conto è presto fatto: la moneta stampata dallo Stato è tra gli attivi, mentre quella stampata dalla Bce (e dalla Banca d'Italia) è tra i passivi, coperta dagli attivi che sono i titoli di stato, cioè debiti dello stato che paghiamo tutti noi. Alla fine, la perdita totale è pari al 200% del valore della moneta stampata. Per la precisione, a questo occorre aggiungere ancora gli interessi pagati dai titoli di stato. A tale proposito, c'è un aspetto interessante da approfondire. Quali sono le quantità stampate nei vari tagli?


COMMENTI
30/06/2010 - Bufala (Roberto Farci)

ahahah mai lette tante idiozie in un solo articolo. In rete gira questo dossier sulle frottole del signoraggio: http://digilander.libero.it/togiga/signoraggio.pdf e un gruppo facebook che debunkera le sciocchezze dei complottisti: http://www.facebook.com/pages/Signoraggio-informazione-corretta/279217954594 la teoria del complotto del signoraggio è una bufala di stampo neonazista http://signoraggisti.blogspot.com http://it.wikipedia.org/wiki/Teorie_del_complotto_sul_signoraggio

RISPOSTA:

Il problema del signoraggio è un pò più antico del nazismo, figuriamoci del neonazismo. Oltre al noto passaggio del libro "Il Capitale" di Karl Marx (cap. 24), un altro autore molto interessante è Alexander Del Mar, Segretario del Tesoro degli Stati Uniti e membro della Commessione Monetaria; creò e diresse l'Ufficio Statistica degli Stati Uniti. Autore del libro "Storia dei crimini monetari", pubblicato nel 1899, un trentennio prima della Grande Depressione. Neonazista anche lui? (Giovanni Passali)

 
30/06/2010 - ancora sulla moratoria (rodrigo ottavio)

Egr. Dottore, grazie della risposta che condivido in pieno. La richiesta di moratoria che io ho esteso in modo provocatorio, potrebbe però avere un senso, in quanto 1° coinvolgerebbe categorie e Chiesa su un obiettivo concreto e immediato (tenuto conto che la richiesta di un'eventuale riforma del sistema monetario, appare oggi di difficile ottenimento) ; 2° Significato implicito, ma non secondario,indicherebbe ai cittadini la vera causa del debito pubblico : gli Istituti di emissione; 3° nel caso si ottenesse, aprirebbe una breccia nel muro di omertà e complicità che è stato edificato intorno a questo problema.

RISPOSTA:

Esprimo qualche dubbio sul tipo di provocazione, ma se ci fosse una proposta del genere la firmerei subito. Ritengo comunque che educare sia il primo obiettivo. La provocazione può essere un momento spettacolare all'interno di un percorso educativo. (Giovanni Passali)

 
30/06/2010 - Una moratoria del debito pubblico (rodrigo ottavio)

Proposta: Tenuto conto che circa il 50% del debito pubblico europeo ha come creditori la BCE e gli Istituti Centrali, che il debito suddetto viene spalmato sui cittadini con l'aumento della tassazione, la riduzione della qualità della vita, la paura del futuro, con la conseguente minaccia di crisi per intere società occidentali. Che il debito è artificialmente prodotto a causa di un'inversione contabile che trasforma il creditore in debitore. Che il Padre Nostro, preghiera accettata da tutti come manifestazione di umana comprensione e speranza, recita tra l'altro : "Rimetti e Noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori" . Perchè non ci si fa promotori di una richiesta di moratoria e di remissione di parte del debito pubblico, almeno quello di competenza delle Banche Centrali? Già in passato, più volte, abbiamo richiesto e ottenuto moratorie del debito delle nazioni africane. Che ne pensate?

RISPOSTA:

Il cuore del problema non è rimettere i debiti, ma ripensare tutto il sistema e fermare il meccanismo che genera debito. Altrimenti rimettere i debiti oggi non servirà a nulla, se lo stesso meccanismo continuerà imperterrito a preparare la crisi di domani. E poi, cosa vuol dire non pagare il debito oggi? Non stiamo parlando di una situazione negativa all'interno di un quadro positivo, ma di un insieme tutto negativo (tutti gli stati sono indebitati) che genererà uno sconvolgimento economico-finanziario di proporzioni spaventose. Proprio quello che già sta succedendo, senza alcun bisogno di interventi. Tutto questo può essere evitato, proprio perché non abbiamo problemi produttivi (non abbiamo problemi di produzione dei beni necessari ai bisogni fondamentali) ma solo monetari e di conseguenza finanziari. Quello è il meccanismo da correggere A favore del bene comune. Mi permetto di osservare che, secondo la mia modesta opinione, un punto decisivo del Padre Nostro è quel "Dacci oggi il nostro pane quotidiano", e soprattutto l'aggettivo "nostro" elemento fondativo della dottrina sociale della chiesa e del principio di sussidiarietà.Un concetto che penso di approfondire in un prossimo articolo. (Giovanni Passali)

 
30/06/2010 - Banconote (Diego Perna)

Se i grafici sono reali, e la sua tesi è supportata da questi, c'è da stare più che preoccupati. Altro che grande fratello di Orwell, è come ammettere un grande potere occulto legato a quanto di più fetido esiste nel globo. Sinceramente mi auguro che non sia così, anche se il dubbio rimane. Buona giornata e grazie per i suoi articoli

RISPOSTA:

I dati riportati sono dati ripresi dal sito ufficiale della Bce, all'indirizzo http://www.ecb.int/stats/euro/circulation/html/index.en.html. Proprio la gravità della materia esige la massima precisione. Preferirei sbagliarmi, ma non vedo miei errori purtroppo. (Giovanni Passali)