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Lavoro

PENSIONI/ La verità sui giovani a casa a 70 anni e sulle novità previdenziali

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Tornando in conclusione agli aspetti previdenziali della manovra, sarebbe opportuno pensare ad alcune misure correttive delle regole introdotte, allo scopo di renderle più eque, senza mettere in discussione i saldi. La nuova architettura delle “finestre” è più severa, rispetto alla situazione previgente, per coloro che scelgono di andare in pensione di vecchiaia e di anzianità con 40 anni di versamenti, rispetto a quanti si avvalgono dei normali requisiti del trattamento d’anzianità (età minima+quote).

 

A fronte di un prolungamento di pochi mesi per i secondi, i primi ne subiscono uno più lungo, tra il doppio e il triplo. Sarebbe poi utile prevedere qualche altro caso di deroga, come accaduto in altre circostanze in passato. Potrebbero mantenere le precedenti “finestre” anche le persone in regime di prosecuzione volontaria prima dell’entrata in vigore del decreto, per le quali lo spostamento in avanti della data dell’esercizio del diritto comporta un periodo più lungo d’attesa dell’erogazione della pensione, in assenza di un lavoro retribuito.

 

Resta, poi, da chiedersi fino a quando il tema dell’elevazione dell’età pensionabile continuerà a essere affrontato in maniera indiretta, agendo sulle “finestre” senza toccare la “sacralità” dei requisiti. Lo hanno fatto tutti i Governi, a prova che siamo un Paese di farisei. Di destra e di sinistra.

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COMMENTI
09/06/2010 - pensioni e verità (adolfo ferrarese)

A me resta un grande dubbio: sono anni che le varie ristrutturazioni e riduzioni dei costi comportano prepensionamenti, con gente cha a 50 anni di fatto diventa pensionato; in molti campi, soprattutto nei servizi, se perdi il lavoro a 45 anni non riesci più a trovare un'altra sistemazione, neanche a consegnare pubblicità. Quindi il problema dell'età pensionabile esiste solo per le grandi aziende e per i dipendenti pubblici non precari, una minoranza, numerosa ma sempre minoranza. Conosco tanta gente che sarebbe disposta adesso ad andare in pensione a 70 anni, se trovasse un nuovo lavoro dopo averlo perso. E non si dica che si può fare formazione, visto che il florovivaismo è in crescita (mi ricordo la battuta di qualche ministro per gli esuberi a Torino su Mirafiori).Con la quantità di non occupati sono le solite discussioni su, purtroppo, dei privilegiati. Ma la vogliamo smettere? in pensione a 70, ma chi? a 40 costi troppo e sei lento, tra un po' ti diranno di morire, così non incidi sul bilancio INPS e lasci spazio ai giovani. Non ci resta che emigrare, se a 50 anni in Australia ti accettano ancora.