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CRAC GRECIA/ Oggi è il giorno della verità per Europa e Italia

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Bene, l’attuale misura del surplus di liquidità è stimata in 300 miliardi di euro. Perché quindi i mercati sono crollati martedì, massacrando i titoli bancari? Semplice, perché in vista dell’asta di ieri gli investitori si ponevano unicamente tre domande: quale sarà la percentuale di roll over e come reagiranno i titoli quando scopriremo la reale entità? Quali banche compiranno il roll over e perché? Cosa succederà dopo?

 

Il fatto è che le banche, spessissimo, non hanno utilizzato i fondi della Bce per finanziarsi ma per il carry trade, ovvero prendere denaro a costo zero da investire in assets più fruttuosi: complimenti, visto che nei prossimi tre anni l’aggregato di debito per le banche europee toccherà quota 1,5 trilioni di euro, la gran parte del quale andrà ripagato se non si vuole arrivare a un’enorme e generale contrazione dei balance sheet degli istituti europei, con il grave danno macroeconomico che questo comporta.

 

Credete alla possibilità di un’emissione di paper a 12 mesi per complessivi 3 trilioni di euro da parte delle banche Ue per arrivare in pari con la NSFR (Net Stable Funding Ratio)? Io no, mi spiace. E poi, il dato dell’asta di ieri può avere varie chiavi di lettura. C’è infatti sicuramente chi se non prende dalla BCE salta, ma c’è anche chi, comunque solido, preferisce prendere all’1% piuttosto che al 5% sul mercato e poi c’è chi non ne ha bisogno ma prende comunque liquidità all’uno con uno spread a zero rischio comprando asset di buona qualità sul mercato, la già citata politica di carry trade.

 

La Bce, nei fatti, deve abbozzare e tranquillizzare: la realtà dei fatti, la loro entità, non può essere dischiusa in questo momento, tanto più che sempre ieri Francoforte ha reso noto di aver concluso il suo programma di acquisto di covered bonds cominciato lo scorso luglio. Occorrerà quindi attendere le analisi e gli azzardi del mercato, in attesa della pubblicazione a fine luglio degli stress tests ordinati dall’Ue.

 

Non ha perso tempo, invece, nel dire le cose come stanno la Banca per i Regolamenti Internazionali (BRI), che nel suo bollettino annuale ha reso noto che le banche da entrambe le sponde dell’Atlantico «rimangono pesantemente esposte alla leva e appaiono ancora necessitanti di supporto vitale. Appare inderogabile la riduzione dell’esposizione, visto che la crisi del debito sovrano della Grecia ci ha mostrato e continua a mostrarci quanto è fragile il sistema finanziario. Le perdite nei bilanci delle banche europee sono destinate a crescere nei prossimi anni e la politica di roll over sta portando con sé il rischio di una dilazione nel tempo del riconoscimento veritiero dell’entità di queste perdite.

 

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COMMENTI
01/07/2010 - Voi cosa pensate (Diego Perna)

Alla domanda in coda istintivamente viene da rispondere che siamo con l'acqua alla gola per non dire parolacce. Da tempo continuo a chiedermi pressantemente se in questa crisi, che alcuni dicono essere a macchia di leopardo, si dice della ripresa, ma di conseguenza è lo stesso, in una di queste macchie, io ci stia proprio affondando e quindi percepisco tutto con una sensibilità accentuata. Di chi mi sta intorno solo alcuni si trovano in seria difficoltà economica, come se ad esempio ciò di cui Lei si -affatica- a scrivere fosse solo perché è il suo lavoro. La camomilla cui accenna all'inizio, viene diffusa non solo ai mercati, i nostri media sono molto ma molto più anestesizzanti, è un cloroformio spruzzato dai media a ettolitri, e non solo riguarda l'economia, ma tutta la politica e la società civile, ddl intercettazioni, lodi, Brancher, Scajola e questi sono solo i più attuali. Quindi stupiamoci di quanto accade intorno, e teniamo gli occhi aperti, oppure dormiamoci sopra ogni giorno e pensiamo ai mondiali. Che fortuna che l'Italia abbia perso, sennò tutto sarebbe ancora più calamitato da notizie inutili alla crescita (umana) Buona Giornata e grazie