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Economia e Finanza

FINANZA/ La Germania pronta a scaricare l’Italia

Angela Merkel (Foto Ansa)Angela Merkel (Foto Ansa)

E anche l’Ue si muove con un piano a tutela del risparmiatore, che non deve perdere nemmeno un euro o subire perdite minime dal crack di una banca, sempre più probabile anche se nessuno vuole ammetterlo per non scatenare ulteriore instabilità sui mercati. È questo il principio di base che ispira la normativa presentata dal commissario Ue al Mercato interno, Michel Barnier, che rafforza le garanzie per i titolari di depositi bancari e riduce il rischio perdite per chi si affida a una società di investimenti: il pacchetto di misure alza anche il livello di protezione dei consumatori di fronte al caso di insolvenza di una compagnia di assicurazioni.

 

Tra le misure introdotte, l’innalzamento a 100mila euro del livello minimo di garanzie, una maggiore rapidità per i rimborsi (7 giorni), meno formalità amministrative e migliori informazioni: in Italia la garanzia prevista dalla legge è comunque già superiore, arriva infatti a 103.291,38 euro, i “vecchi” 200 milioni di lire. Insomma, con colpevole ritardo di almeno un anno e mezzo qualcosa sembra muoversi: meglio tardi che mai.

 

Il problema è che l’Europa opera unita ma, nei fatti, è più che mai divisa. La Germania, infatti, grazie all’euro debole sta facendo nei nostri confronti e in quelli di Francia e Spagna quanto la Cina ha fatto con il resto del mondo mantenendo basso il tasso di cambio: ne ha il diritto, inutile stare a recriminare. Non è colpa dei tedeschi se il loro tasso di disoccupazione continua a scendere da 12 mesi di fila e ora si è assestato al 7,5% contro il 20% della Spagna: un gap enorme venutosi a creare negli ultimi due anni e che ci dimostra come ormai la zona euro sia solo un concetto formale, colpita come è stata dall’effetto rallentato della disciplina salariale tedesca degli ultimi anni.

 

Per Hans Werner Sinn dell’IFO Institute, «la Germania è la vera vincitrice della crisi», mentre la Spagna, stando al giudizio di RR de Acuna, sta per pagare il prezzo del crash immobiliare appena cominciato, con 1,6 milioni di unità immobiliari in overhang. L’euro debole, inoltre, ha salvato alcuni settori strategici dell’industria tedesca come quella dei pannelli solari, per mesi e mesi a rischio di essere annichilita dalla concorrenza cinese: il fatto è che l’effetto beneficio dell’euro debole sta agendo in modo asimmetrico, funziona per la Germania, molto meno per la Spagna, che necessiterebbe di un euro a 80 cents per potere respirare un minimo.

 

È l’immagine al rovescio del 2008 quando i falchi della Bce portarono l’euro ad apprezzarsi a 1,60 sul dollaro, una scelta che colpì duramente l’output industriale in Germania e molto meno in Spagna e Francia. Inoltre la Germania punta su prodotti per consumatori ricchi, una categoria che sta molto meglio ora che due anni fa: il mese di giugno scorso è stato il migliore di sempre per la Mercedes, la cui vendite negli Usa sono salite del 25% rispetto a maggio. Il modello S-Class ha registrato un aumento del 106%.

 

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COMMENTI
13/07/2010 - "profumo" di guai (giorgio cordiero)

Su Alessandro Profumo calerei un pietoso velo, questo personaggio è il degno rappresentante della classe manageriale che ci ha portato a questo punto (molto più anglosassone, o mitteleuropeo dei nostri manager italiani).

 
13/07/2010 - IL significato del suffismo Ismo (giorgio cordiero)

Catastrofismo, ottimismo, pessimismo, realismo. Ismo, come suffisso, indica una idea che diventa pensiero. Troppo spesso l'idea (ideale) si trasforma in ideologia e la storia ci insegna che l'ideologia (da "Ideologues" rivoluzione francese) è la "negazione di una realtà in funzione di un ideale". Accettando queste premesse linguistiche il realismo non è mai realizzabile, ma rimane una bella enunciazione...ideologica appunto. Caro Bottarelli, lei non ha ne clienti da consulentare, ne dipendenti, o famiglia da sfamare, quindi è libero di seguire la sua emozione e di indirizzare la sua razionalità verso quello che LEI ritiene lo scenario più "verosimile". Vera una cosa ...vero anche il suo contrario. Il cosi detto "Club med" rappresenta per l'Italia una reale possibilità di commercio e di sviluppo economico, stiamo infattti parlando di 600 milioni di potenziali consumatori. Il problema è che se questi rimangono con le pezze al sedere non consumano più. E' verissimo quello che lei dice e, sinceramente sul fatto che la Germania sia pronta a scaricare l'Italia...ne sarei addiritura orgoglioso, anche se un po' autolesionista. Siamo il scondo esportatore in Europa e mi sa che la Germania ci veda più come un potenziale concorrente da denigrare ad oltranza, piuttosto che uno stato tutto sommato virtuoso dove il RISPARMIO è ancora un valore ed il ricorso all'indebitamento privato molto ridotto.

 
13/07/2010 - Ottimisti o catastrofisti (Diego Perna)

E' ovvio che tra le due posizioni ne esiste una terza che è l'essere realisti. Ma quest'ultima posizione non è affatto comoda nè semplice da prendere, sono molti i fattori che la determinano o meno. Il famoso bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto che potessi lo tirerei alle mie spalle come si fa, nel brindisi di non ricordo quale occasione o ricorrenza rompendolo, divide sempre tra gli ottimisti e pessimisti. Devo dire comunque che chi sopporto meno sono gli ottimisti ad oltranza, coloro che dicono per esempio agli imprenditori di guardare al futuro con fiducia ed ottimismo,e di solito coincidono con coloro che hanno molti soldi e tanti investimenti all'estero oppure conti in banca cifrati. Quindi preferisco i catastrofisti, sopratutto se danno dati e motivazioni logiche. Però se l'ottimista o chi ha speranza a vendere è uno abituato a vivere con niente senza possedere nulla, a questi do tutta la mia stima e anch'io divento ottimista e pieno di speranza. Buona giornata e grazie sempre.

 
13/07/2010 - Catastrifismo o pessimismo della ragione? (Vulzio Abramo Prati)

Gentilissimo Bottarelli, purtroppo anch'io sono un "catastrofista" o come avrebbe detto Montanelli ho il pessimismo della ragione, devo dire però che questa impostazione deriva dal mio essere ingegnere e per me i numeri hanno un valore informativo notevole. E' sempre vero che i numeri si interpretano ma un segno meno posso interpretarlo come voglio ma non sarà mai un più, anche se secondo tanti "interpretatori" della crisi, anche Ministri, sembra invece sia così. A proposito di Ministri che parlano di crisi mi preoccupa il fatto di non aver mai sentito parlare della crisi l'unico Ministro economista di professione del Governo, e cioè Brunetta, il bravo Tremonti è esperto di Diritto Tributario che è altra cosa. Spero sia stata una disattenzione mia perchè altrimenti ci sarebbe di che preoccuparsi conoscendo la sincerità del Ministro!

RISPOSTA:

Caro Prati, sono assolutamente d'accordo con lei. L'ultima uscita di Tremonti in sede Ecofin, di fatto un attacco al bravo ministro Sacconi, parla la lingua di quella che io chiamo mancanza di umiltà. Temo che Brunetta taccia per amor di patria e questo non deve assolutamente farci stare tranquilli: si ricorda quando sì parlò di una Manovra-bis gestita da Mario Baldassari e proprio da Renato Brunetta? Allora il ministro Tremonti andò su tutte le furie e ottenne da Berlusconi la messa in quarantena di chiunque osasse parlare di temi economici. Oggi paghiamo il prezzo di quella scelta del premier che, penso, a breve se ne pentirà. Politicamente e personalmente. Per il resto, da anni dico che in questo paese abbiamo uno dei migliori ministri delle Finanze europeo, peccato che prima lo abbiamo mandato a fare il ministro della Difesa e poi messo in cantina. Si chiama Antonio Martino, uno che ciò che pensa di Giulio Tremonti e del suo modus operandi lo ha detto chiaro e tondo da subito. Pagandone lo scotto. Peccato che quel prezzo è stato pagato dall'intero paese che ha dovuto fare a meno di lui. Cordialmente. (Mauro Bottarelli)