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Economia e Finanza

FINANZA/ La Germania pronta a scaricare l’Italia

L’Europa, e la situazione delle banche lo dimostra bene, è tutt’altro che unita. La Germania, in particolare, continua a trarre vantaggio dalla crisi dell’euro, spingendo altri paesi sull’orlo del fallimento. MAURO BOTTARELLI ci spiega la situazione

Angela Merkel (Foto Ansa)Angela Merkel (Foto Ansa)

Fortuna che stavano bene, erano ben capitalizzate e non temono gli stress tests! Diverse banche europee, infatti, stanno discutendo della creazione di un fondo privato da 20 miliardi di euro per salvare altri istituti di credito nel caso di un’altra crisi finanziaria. E chi ha lanciato l’iniziativa? L’amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, autore di un editoriale sull’argomento sul Financial Times di ieri.

 

Il fondo, spiega Profumo, interverrebbe solo con il via libera delle autorità europee e «provvederebbe specifiche garanzie per sostenere le banche in difficoltà a emettere obbligazioni bancarie garantite». Del progetto, precisa il quotidiano londinese, l’amministratore delegato di Unicredit ha già discusso con altre banche europee, tra cui Deutsche Bank e Santander, e proseguirà i contatti in queste settimane: «Con contributi volontari da parte delle grandi banche internazionali europee - diciamo le prime 20 - un fondo di salvataggio europeo potrebbe accumulare una significativa quantità di capitale di rischio (20 miliardi di euro) in pochi anni».

Se nella recente crisi finanziaria «fosse stato disponibile il giusto strumento, i governi avrebbero evitato lo sconvolgimento delle proprie finanze e la reputazione di banche solide non avrebbe sofferto», scriveva Profumo. «Per le autorità l’opzione di usare un fondo per stabilizzare una o alcune grandi banche in difficoltà, assicurerebbe al mercato che la crisi potrebbe essere contenuta a un primo stadio», aggiunge Profumo, precisando che il fondo non richiederebbe un contributo da parte degli Stati membri o delle autorità europee.

Il banchiere boccia invece l’ipotesi di una tassa per recuperare il denaro pubblico speso nel salvataggio delle banche, che - dice sempre Profumo - «sarebbe ingiusta per quelle banche che non hanno ricevuto nessun aiuto». Inoltre una simile leva implicherebbe «una grande quantità di risorse: dal 2% al 4% del Pil secondo le stime dell’Fmi, che inevitabilmente colpirebbero la ripresa e la crescita». Insomma, nessuno esclude nuove crisi. Anzi, si mettono le mani avanti per evitare che la prossima possa colpire ancor più duramente delle prime due.

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COMMENTI
13/07/2010 - "profumo" di guai (giorgio cordiero)

Su Alessandro Profumo calerei un pietoso velo, questo personaggio è il degno rappresentante della classe manageriale che ci ha portato a questo punto (molto più anglosassone, o mitteleuropeo dei nostri manager italiani).

 
13/07/2010 - IL significato del suffismo Ismo (giorgio cordiero)

Catastrofismo, ottimismo, pessimismo, realismo. Ismo, come suffisso, indica una idea che diventa pensiero. Troppo spesso l'idea (ideale) si trasforma in ideologia e la storia ci insegna che l'ideologia (da "Ideologues" rivoluzione francese) è la "negazione di una realtà in funzione di un ideale". Accettando queste premesse linguistiche il realismo non è mai realizzabile, ma rimane una bella enunciazione...ideologica appunto. Caro Bottarelli, lei non ha ne clienti da consulentare, ne dipendenti, o famiglia da sfamare, quindi è libero di seguire la sua emozione e di indirizzare la sua razionalità verso quello che LEI ritiene lo scenario più "verosimile". Vera una cosa ...vero anche il suo contrario. Il cosi detto "Club med" rappresenta per l'Italia una reale possibilità di commercio e di sviluppo economico, stiamo infattti parlando di 600 milioni di potenziali consumatori. Il problema è che se questi rimangono con le pezze al sedere non consumano più. E' verissimo quello che lei dice e, sinceramente sul fatto che la Germania sia pronta a scaricare l'Italia...ne sarei addiritura orgoglioso, anche se un po' autolesionista. Siamo il scondo esportatore in Europa e mi sa che la Germania ci veda più come un potenziale concorrente da denigrare ad oltranza, piuttosto che uno stato tutto sommato virtuoso dove il RISPARMIO è ancora un valore ed il ricorso all'indebitamento privato molto ridotto.

 
13/07/2010 - Ottimisti o catastrofisti (Diego Perna)

E' ovvio che tra le due posizioni ne esiste una terza che è l'essere realisti. Ma quest'ultima posizione non è affatto comoda nè semplice da prendere, sono molti i fattori che la determinano o meno. Il famoso bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto che potessi lo tirerei alle mie spalle come si fa, nel brindisi di non ricordo quale occasione o ricorrenza rompendolo, divide sempre tra gli ottimisti e pessimisti. Devo dire comunque che chi sopporto meno sono gli ottimisti ad oltranza, coloro che dicono per esempio agli imprenditori di guardare al futuro con fiducia ed ottimismo,e di solito coincidono con coloro che hanno molti soldi e tanti investimenti all'estero oppure conti in banca cifrati. Quindi preferisco i catastrofisti, sopratutto se danno dati e motivazioni logiche. Però se l'ottimista o chi ha speranza a vendere è uno abituato a vivere con niente senza possedere nulla, a questi do tutta la mia stima e anch'io divento ottimista e pieno di speranza. Buona giornata e grazie sempre.

 
13/07/2010 - Catastrifismo o pessimismo della ragione? (Vulzio Abramo Prati)

Gentilissimo Bottarelli, purtroppo anch'io sono un "catastrofista" o come avrebbe detto Montanelli ho il pessimismo della ragione, devo dire però che questa impostazione deriva dal mio essere ingegnere e per me i numeri hanno un valore informativo notevole. E' sempre vero che i numeri si interpretano ma un segno meno posso interpretarlo come voglio ma non sarà mai un più, anche se secondo tanti "interpretatori" della crisi, anche Ministri, sembra invece sia così. A proposito di Ministri che parlano di crisi mi preoccupa il fatto di non aver mai sentito parlare della crisi l'unico Ministro economista di professione del Governo, e cioè Brunetta, il bravo Tremonti è esperto di Diritto Tributario che è altra cosa. Spero sia stata una disattenzione mia perchè altrimenti ci sarebbe di che preoccuparsi conoscendo la sincerità del Ministro!

RISPOSTA:

Caro Prati, sono assolutamente d'accordo con lei. L'ultima uscita di Tremonti in sede Ecofin, di fatto un attacco al bravo ministro Sacconi, parla la lingua di quella che io chiamo mancanza di umiltà. Temo che Brunetta taccia per amor di patria e questo non deve assolutamente farci stare tranquilli: si ricorda quando sì parlò di una Manovra-bis gestita da Mario Baldassari e proprio da Renato Brunetta? Allora il ministro Tremonti andò su tutte le furie e ottenne da Berlusconi la messa in quarantena di chiunque osasse parlare di temi economici. Oggi paghiamo il prezzo di quella scelta del premier che, penso, a breve se ne pentirà. Politicamente e personalmente. Per il resto, da anni dico che in questo paese abbiamo uno dei migliori ministri delle Finanze europeo, peccato che prima lo abbiamo mandato a fare il ministro della Difesa e poi messo in cantina. Si chiama Antonio Martino, uno che ciò che pensa di Giulio Tremonti e del suo modus operandi lo ha detto chiaro e tondo da subito. Pagandone lo scotto. Peccato che quel prezzo è stato pagato dall'intero paese che ha dovuto fare a meno di lui. Cordialmente. (Mauro Bottarelli)