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MANOVRA/ Quanto costeranno all’Italia le idee di Tremonti?

Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica) Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Federalismo e pensioni sono solo due dei punti trattati da una manovra ambiziosa che ha comunque il merito di aver presentato a Bruxelles molto di più di una serie di buone intenzioni. Ci sarà tempo e mondo per aggredire altre materie, dall’evasione fiscale alla mappa degli sprechi o delle misure, un po’ fumose per la verità, per il rilancio dell’attività economica.

 

La sensazione è che Tremonti, al solito, abbia sfoderato più di un colpo di classe (anche se non gli è riuscito, sulle pensioni, il gol di mano alla Maradona), ma che alla fine si esca dal tunnel con più interrogativi che certezze: sotto l’incalzare dell’emergenza si sono distribuiti sacrifici un po’ a casaccio, si è tarpato le ali alla sussidiarietà nazionale senza metter le basi per un federalismo consapevole.

 

Non era facile far di più o di meglio, in un clima avvelenato in cui perfino la magistratura sprofonda nel ridicolo, gabbando le rivendicazioni sulla busta paga come tutela dell’indipendenza, a dimostrazione che gli interessi collettivi non vivono un buon momento. Guai a sottovalutare questo ritorno al “particolare” che tanti guasti ha provocato in passato.

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