BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MANOVRA/ Quanto costeranno all’Italia le idee di Tremonti?

Pubblicazione:

Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)  Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Tutto, all’apparenza, è pronto. Anzi, grande novità, Giulio Tremonti si spinge a dire che, dopo il filtro delle commissioni parlamentari e l’aspro duello con gli enti locali, la sua manovra “è perfino migliorata”.

 

Ma probabilmente, il giudizio tende a giustificare la “blindatura” del provvedimento che tanto piace all’Europa e tanto dispiace alla Lombardia, che pure in 150 anni di Stato unitario non è mai stata così tanto rappresentata a livello centrale. Ma non è questo l’unico paradosso della manovra, che ha già riservato le sue sorprese. A partire dalle pensioni, materia epocale che in Italia si discute a suon di blitz.

 

Già, non è stato un refuso. Rispolverando il suo look da Gian Burrasca il ministro Giulio Tremonti conferma ciò che era lecito sospettare: il salto del tetto dei 40 anni per l’accesso alla pensione non era un refuso presto corretto, come ha dichiarato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, ma il tentativo di rendere la manovra all’esame del Parlamento “ancor più rigorosa”. “Abbiamo cercato di mettere dentro anche quello - ha confessato Tremonti -ma alla fine l’abbiamo tolto, perché non era quello concordato”.

 

No comment. Inutile illudersi che la Finanziaria sia o possa essere il risultato di un dibattito politico o, più ancora, la risultante del confronto legittimo tra le vari lobbies. Magari cruento ma alla luce del sole com’è consuetudine del Congresso Usa, dove nessuno si scandalizza se, come è avvenuto, la maggioranza deve contrattare fino all’ultimo la storica riforma della finanza con un deputato del Massachussetts deciso a negare la sua firma se i concessionari auto non fossero stati esentati dalle nuove, severe clausole a tutela dei consumatori di prodotti finanziari (ivi compresi le rate sull’acquisto di auto).

 

Impari Nicolas Sarkozy: la sua riforma delle pensioni, annunciata con grandi squilli di tromba per distogliere l’attenzione dallo scandalo dei contributi alla sua campagna elettorale da parte di Liliane Bettencourt rischia di risolversi in un vero disastro. Tremonti, intanto, ha adottato con successo la strategia opposta.

 

A forza di inserire novità in Finanziaria, sfruttando la disattenzione delle forze politiche e dell’opinione pubblica, distratte da scandali, leggi controverse e dal flop degli azzurri ai Mondiali, il ministro dell’Economia è riuscito a inserire nella Finanziaria “un’importante riforma delle pensioni che è stata fatta passare con un emendamento senza che si facesse un solo giorno di sciopero”.

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO


  PAG. SUCC. >