Economia e Finanza
mercoledì 14 luglio 2010
I salotti sono quello che sono: posti dove si fanno chiacchiere, pettegolezzi. Dove si parla male di questo e di quella e se mai, per sbaglio, si finisce per dir bene di qualcuno ci si sente a disagio, come chi fa lo scarto sbagliato al Burraco.
Capita in tutti i salotti e quelli finanziari non fanno eccezione. Così è successo che, quando Cesare Geronzi, dopo tanti finti tentennamenti ha lasciato la presidenza di Mediobanca ed è andato a Trieste a guidare le assicurazioni Generali, e al suo posto è stato nominato Renato Pagliaro, i frequentatori delle stanze che contano (ormai ne restano davvero poche) hanno fatto dei sorrisetti di circostanza come per dire: “Con una leadership simile, l’istituto di piazzetta Cuccia finirà inevitabilmente in serie B. Quello che è stato per anni il tempio delle finanza, diventerà una parrocchia di periferia”.
Perché la maggior parte dei frequentatori dei suddetti salotti non considerava Pagliaro e l’amministratore delegato, Alberto Nagel, in grado di continuare la tradizione di banca di sistema svolta per tanti anni dalla principale merchant bank italiana.
Tutti sono rimasti a bocca aperta quando hanno letto sui giornali (ormai sempre più raramente i signori dei salotti hanno le notizie in anteprima) che proprio Mediobanca era al centro di una delle operazioni finanziarie più importanti che si stiano organizzando in Europa da quando i mercati sono stati sconquassati dalla grande crisi iniziata nel settembre del 2008.
Sta succedendo questo. Il gruppo Abertis, una delle principali conglomerate spagnole che fra l’altro è azionista di Atlantia dei Benetton, è entrato nel mirino di un gruppo di fondi di private equity disposti, per ottenerne il controllo, a lanciare un’opa (offerta pubblica di acquisto) da 12 miliardi di euro. Mediobanca sta organizzando l’operazione che vede coinvolto un gruppo di una trentina di banche internazionali.
Ora non si sa come andrà avanti questa operazione che si presenta complessa sia per la sua entità finanziaria, sia per tutte le implicazioni politiche che non mancano mai in affari di questa portata. Può darsi che vada a buon fine, oppure che finisca in un nulla di fatto. Rimane però che Mediobanca è al centro dell’attenzione mediatica e finanziaria internazionale, quella che conta assai più dei salottini con le poltrone un po’ sgualcite e lise di casa nostra.
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