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Economia e Finanza

IDEA/ Basta il gioco del Monopoli per scoprire i segreti della crisi

Il gioco del Monopoli (Foto Ansa)Il gioco del Monopoli (Foto Ansa)

Il primo elemento notevole da porre in evidenza è proprio la questione monetaria. Per rendere possibile il gioco, non solo inizialmente avviene una distribuzione monetaria gratuita, uguale per tutti: ma con il progredire del gioco, a ogni passaggio dal “Via”, il giocatore riceve una ulteriore donazione monetaria. In tale situazione, non essendoci particolari problemi di scarsità monetaria, i prezzi vengono realmente determinati da una legge “della domanda e dell’offerta”, cioè da quanto un bene (una casella, corrispondente a un terreno), venga desiderato.

 

Il secondo elemento notevole è che la possibilità di costruire (case o alberghi) sul terreno posseduto, dipende dal possesso di tutti i terreni dello stesso “colore”: questo, di fatto, genera dei monopoli, poiché il numero delle caselle risulta limitato, e con l’evolversi del gioco il numero delle caselle a disposizione diviene scarso. La scarsità delle risorse è quindi un elemento essenziale per il sorgere e il consolidamento di un monopolio.

 

Il terzo elemento notevole è il fatto che nel gioco del Monopoli le risorse disponibili sono tutte a pagamento: elettricità, acqua, ferrovie. Si tratta di un salasso continuo e sistematico, che chi ha praticato il gioco conosce molto bene. Un salasso che non è possibile contenere, nonostante vi sia stata all’inizio una distribuzione gratuita di moneta, e che questa distribuzione continui con cadenza regolare, a ogni passaggio dal via. Figuramoci se un simile sistema può sostenersi, se pure tutta la moneta è a debito.

 

E che il sistema non sia sostenibile è reso evidente proprio dalle regole del gioco. Il vincitore è di fatto colui che rimane per ultimo, essendo riuscito a ottenere un qualche monopolio (case e alberghi delle caselle più costose) e avendo provocato il fallimento di tutti gli altri concorrenti. E la pratica del gioco mostra che proprio con queste regole il gioco funziona.

 

Il gioco del Monopoli, che abbiamo utilizzato per mostrare i limiti dell’attuale sistema economico, ha anche un’altra cosa da dirci. Si tratta della storia del gioco, una storia davvero interessante. Nel 1934 Charles B. Darrow, un ingegnere disoccupato, propose alla casa editrice Parker Brothers un gioco basato sulla compravendita di terreni e di immobili: venne rifiutato. Così Darrow, dopo averlo brevettato, produsse il gioco da solo, mettendolo in vendita in un negozio di Philadelphia: le prime 5000 copie furono vendute molto rapidamente e l’anno successivo la Parker Brothers decise di acquistare il gioco.

 

Ma l’ideatrice originaria del gioco è una donna americana, una certa Elizabeth Magie, che lo chiamò “The Landlord’s Game”. Magie era una seguace dell’economista Henry George e il gioco era stato concepito come uno strumento didattico per mostrare la fallacità del sistema capitalistico di allora, che generava di fatto dei monopoli.

 

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COMMENTI
16/07/2010 - Chissà.... (Diego Perna)

Come al solito leggo attentamente quanto Lei scrive, ma più che commentare esprimo un desiderio, cioè che mi piacerebbe sapere cosa penserebbero in proposito Tremonti o Draghi, insomma coloro che avrebbero un poco la possibilità di fare o tentare qualcosa di nuovo. Lei è stato infatti chiarissimo e sono d'accordo con tutto. Pensi che dovrò chiudere la mia impresa per non continuare ad indebitarmi e perdere quanto ho costruito in tren'anni, sperando in tempi migliori e non necessariamente ricominciare da zero o da sotto zero. Codiali Saluti, facciamo questa moneta complementare, ma credo ci arresterebbero subito.