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Economia e Finanza

CRISI/ C'è un paradosso che frena le ambizioni dell'Italia

Foto: ImagoeconomicaFoto: Imagoeconomica

Se il nostro rapporto tra debito pubblico e Pil fosse, come ci chiedono i trattati di Maastricht al 60%, avremmo circa 45miliardi di meno di interessi passivi e acquisteremmo una discreta elasticità, dato che la spesa in conto capitale dello Stato è di poco superiore ai 50 miliardi (dati 2003). Potremmo aumentare gli investimenti pubblici e stimolare quelli privati, per uscire dalla spirale della stagnazione. Avremmo semplicemente più risorse.

 

Non è vero che il nostro paese non funziona, per restare nell’esempio iniziale, il nostro paese è un corridore di tutto rispetto, ben allenato, il problema è che è costretto a gareggiare con addosso uno zaino pesantissimo.

 

Nel nostro paese fra debito e crescita si confonde la causa con l’effetto. C’è l’idea che non cresciamo e quindi non ci sono avanzi per diminuire il debito. Forse la questione sta esattamente all’opposto: abbiamo un debito che non ci consente di crescere. La ricchezza che non c’è non può essere distribuita, la ricchezza prima va creata.

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