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Economia e Finanza

DIBATTITO/ Il referendum sull’acqua fermerà sprechi e inefficienze?

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Resta il fatto che con una gestione totalmente pubblica le attuali inefficienze non possono essere sanate, né garantiti gli investimenti ritenuti necessari. Io non dico che un ente pubblico o una società per azioni a capitale pubblico debba per forza essere inefficiente, tutt’altro. Dico però che oggi, in Italia, le falle del sistema sono evidenti e, lungi dal non pesare su nessuno, rappresentano un costo sociale perché alla fine si riversano sulla fiscalità generale.

 

Chi è orientato alla gestione pubblica dell’acqua accetta che il prezzo dell’inefficienza ricada su tutti indistintamente, sostenendo che senza acqua non si può vivere e che dunque sulla sua distribuzione non si può guadagnare. Chi è contrario ritiene invece che anche le spese per l’acqua debbano essere sostenute direttamente e proporzionalmente da chi la utilizza, anche attraverso un possibile aumento delle tariffe. Uno svantaggio, dunque, per il cittadino.

 

Ma è uno svantaggio anche che l’acqua venga a mancare, come accade ad esempio in alcune zone della Puglia, dove ancora oggi quotidianamente cessa l’erogazione del servizio di distribuzione dell’acqua potabile nel pomeriggio e riprende la mattina successiva. Le bollette magari sono basse, ma si può affermare che questo nel 2010 sia un servizio accettabile?

 

Prima della legge del ‘94 (cosiddetta Legge Galli) la gestione idrica in Italia era nelle mani di oltre 15.000 soggetti, decisamente troppi per riuscire a razionalizzare costi e risorse. L’Anea, associazione che raggruppa le Autorità e gli Enti di ambito a livello regionale, anche a partecipazione pubblica, ha stimato che da qui al 2020, cioè nei prossimi 10 anni, siano necessari investimenti per oltre 60 miliardi di euro se si vuole garantire un livello di servizio accettabile e adeguato all’evoluzione delle esigenze e del contesto sociale ed economico.

 

Finora solo un terzo dei programmi di investimento per le infrastrutture idriche basati su finanziamento pubblico a fondo perduto è stato realizzato, il resto è rimasto lettera morta perché i finanziamenti non sono stati erogati. Io non ho la certezza che i privati troveranno il denaro necessario, credo però che difficilmente i Governi da qui al 2020 saranno in grado di sostenere spese del genere in una logica totalmente pubblica.

 

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