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DIBATTITO/ Il referendum sull’acqua fermerà sprechi e inefficienze?

Pubblicazione:martedì 20 luglio 2010 - Ultimo aggiornamento:venerdì 3 giugno 2011, 19.06

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

C’è poi una riflessione più generale da fare: noi siamo abituati che se apri il rubinetto l’acqua esce, se premi l’interruttore la lampadina s’illumina. Non è così scontato. Viviamo in una sorta di diseducazione civile e individuale, senza porci limiti. Dobbiamo invece imparare a utilizzare le risorse in modo corretto, senza sprechi, perché molte inefficienze sono causate anche dall’uso improprio che ne facciamo.

 

Dunque, se vogliamo sperare che si investa davvero nell’acqua, e in misura così imponente, dobbiamo accettare che la gestione si ispiri in qualche modo anche a una logica di tipo “aziendale” e dunque preveda una remunerazione corretta dei costi e dei capitali, in modo che le inefficienze vengano superate, gli sprechi eliminati, il sistema riorganizzato, nell’ipotesi beneaugurata che questo porti anche un migliore servizio al cittadino.



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