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FINANZA/ In Europa parte la rivolta contro la Germania

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Oggi in Irlanda si tiene l’asta mensile di bond a sei mesi e un anno per un controvalore di 1,5 miliardi di euro, un timing perfetto da parte delle “tre sorelle”: il premio da pagare per raggranellare denaro attraverso la collocazione di quei bond è destinato a salire per ingolosire gli investitori, un ritornello già visto con Grecia e Spagna visto che ieri lo spread tra titoli irlandesi e Bund è salito a 300 punti base.

 

Nessuno, però, parla della capacità di questi Stati di ripagare quegli interessi. D’altronde, per salvare e nazionalizzate Anglo Irish Bank il deficit di budget irlandese è salito al 14%, il più alto d’Europa e destinato a salire al 20% entro quest’anno. La scorsa settimana, il Fondo Monetario Internazionale ha detto chiaramente che Dublino non riuscirà a onorare le richieste europee di ridurre il deficit sotto il 3% entro il 2014 e anche la crescita resterà drammaticamente bassa.

 

Nel frattempo, ieri, l’Ungheria ha detto chiaro e tondo che non intende ottemperare alle misure di austerity imposte da Ue e Fmi, una mossa vista da molti analisti come un sotterfugio politico per prendere tempo e annunciare i duri tagli richiesti dopo le elezioni municipali del 3 ottobre prossimo. Che sia così o meno, saranno altri i paesi che - in nome della stabilità interna, ciò che un tempo veniva chiamato “pace sociale” - cercheranno di ammorbidire le richieste dell’Ue a guida ultra-austera della Germania: quale prezzo comporterà questo “ammutinamento” sui mercati è duro da preventivare ma certamente non sarà conveniente. E potrebbe, come annunciava il memo della BaFin, provocare “difficoltà collettive”. Altro che stress tests.

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COMMENTI
20/07/2010 - Outlook Irlanda (Mauro De Zorzi)

E' passato da negativo a stabile.