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CRISI/ C’è una nuova bolla pronta a esplodere negli Usa

Gli studenti americani continuano a indebitarsi per gli studi in maniera crescente col passare degli anni. RICHARD VEDDER spiega al sussidiario i rischi che questa situazione crea

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Secondo la CNN, mediamente uno studente americano al momento della laurea ha cumulato debiti per prestiti di studio per circa 21.000 dollari. In una nazione ancora sotto gli effetti del disastroso scoppio della bolla derivante dai mutui subprime, sta iniziando a manifestarsi il timore che anche la forte esposizione per i prestiti agli studenti possa dar luogo a una nuova bolla con risultati simili.

Ilsussidiario.net ha quindi intervistato Richard Vedder, professore di Economia alla Università dell’Ohio, per approfondire le cause di questa possibile bolla, legata anche al fatto che le università americane risultano essere ancora le più costose del mondo.

 

Professor Vedder, innanzitutto, ci può aiutare a capire perché le università americane sono così costose?

 

Un primo problema è che attualmente “parti terze”, cioè diverse dai “consumatori” (gli studenti) e dai “produttori” (le università), stanno pagando la maggior parte dei costi delle università. Di solito si tratta del governo, che mette in campo sovvenzioni, sussidi, e prestiti. Anche se i prestiti vengono alla fine restituiti, a breve termine è il governo che copre i costi.

 

Perché questo è un problema?

 

Perché quando qualcun altro paga, c’è la tendenza a essere meno preoccupati di quanto costi un servizio. Anche quando c’è un aumento delle rette assistiamo a un incremento dei prestiti agli studenti o del numero di borse di studio. Non bisogna poi dimenticare che le nostre università sono in maggioranza enti non profit, quindi chi le dirige è meno incentivato a tagliare i costi rispetto a quanto avviene in un’azienda privata.

 

Da quanto ci sono continui aumenti delle tasse universitarie?

 

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