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Economia e Finanza

CRISI/ C’è una nuova bolla pronta a esplodere negli Usa

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Potrebbe arrivare, ma sarebbe diversa, perché da un punto di vista finanziario l’entità è minore e quindi vi sarebbe un effetto limitato sull’economia generale. Inoltre la maggior parte dei debiti è verso il governo federale, che non andrà in bancarotta come hanno rischiato alcune delle grandi banche durante la crisi immobiliare: se il governo si troverà nei guai potrà sempre prendere altri soldi a prestito, anche se così si indebolirà.

 

Che rischi si corrono allora?

 

Il vero problema è la situazione di grave difficoltà in cui verranno a trovarsi milioni di giovani. Alcuni hanno preso in prestito somme molto grandi, ma non riescono a laurearsi, e questo non li favorisce nel restituire i soldi. Altri si laureano, ma poi continuano gli studi, per diventare medici o avvocati. Per questo hanno bisogno di ulteriori prestiti. Questa situazione riguarda sempre più persone e sta diventando sempre più pericolosa.

 

Che previsioni si possono fare circa lo scoppio di questa bolla?

 

Siamo già arrivati ai primi stadi dello scoppio. L’inizio della crisi immobiliare si è cominciato ad avvertire con la caduta dei prezzi delle case, ma probabilmente non ci sarà un crollo simile nel costo delle università. Credo che se la situazione verrà sufficientemente discussa sui media, e se vi saranno molte persone che andranno in bancarotta a causa di questa situazione, forse la gente eviterà un certo tipo di università.

 

In che modo le università risentiranno di questa situazione?

 

Credo che soffriranno di più quelle costose, ma non prestigiose quanto per esempio, quelle della Ivy League (Harvard, Princeton, Yale, ecc.). Ci si chiederà, per esempio, perché frequentare un ateneo che costa come Harvard o Yale, senza averne però il prestigio, quando ci si può iscrivere a una scuola migliore che costa meno. Personalmente mi aspetterei di vedere la gente scegliere una buona università statale invece di una privata. E chi non può permettersi le migliori università statali potrà rivolgersi ai “community college” (università senza campus, di qualità inferiore e con corsi prevalentemente serali, ndr) Attualmente il maggior incremento di iscrizioni sta avvenendo proprio ai “community college” e alle università “for-profit,” dove le rette sono inferiori a quelle di Yale o Harvard.

 

Cosa si può fare per evitare questa crisi?

 

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