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Economia e Finanza

FIAT/ Marchionne sacrificherà l’Alfa Romeo sull’altare di Detroit?

Il mercato americano dell’auto sembra già in ripresa rispetto a quella europeo. Per Fiat, spiega ANDREA GIURICIN, è quindi il momento migliore per rilanciare Chrysler

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Dopo Pomigliano d’Arco non sembra esserci tregua tra Fiat e Fiom. Ogni giorno si susseguono dichiarazioni di fuoco. Le motivazioni degli ultimi scontri sono il licenziamento di cinque lavoratori tra Melfi, Torino e Tremoli e il mancato pagamento del premio variabile di produzione.

 

Nello stabilimento campano, l’azienda torinese ha deciso di andare avanti comunque nel suo progetto “Fabbrica Italia” e dunque di portare in Italia la produzione della nuova Panda. Questa decisione avviene dopo un periodo di scontro molto intenso tra il sindacato legato alla Cgil e la casa automobilistica. Le condizioni per aumentare l’efficienza produttiva non sono state accettate da questo sindacato, che si ritrova isolato, durante una guerra di successione all’interno della stessa Cgil.

Queste proteste e scioperi, che stanno lentamente coinvolgendo tutti gli stabilimenti produttivi di Fiat, arrivano forse nel momento peggiore per la casa automobilistica. Mentre l’amministratore delegato del gruppo, Sergio Marchionne, ha presentato a fine aprile un piano fino al 2014 che prevede un raddoppio della produzione, il mercato continua a soffrire e Fiat ha un andamento molto peggiore rispetto al mercato.

I dati di giugno a livello europeo confermano le difficoltà della casa automobilistica italiana. La quota di mercato mensile è scesa al 7,4%, con una caduta di oltre il 20% delle vendite. In Europa, la situazione complessiva non è affatto facile, ma la contrazione delle vendite si è limitata nello stesso mese al 6%. Nel primo semestre del 2010, mentre il mercato europeo ha registrato una sostanziale stabilità con una crescita dello 0,2%, Fiat ha perso il 10%. Se dovesse continuare questa tendenza, alla fine dell’anno, la casa automobilistica torinese scenderà al di sotto dell’8% della quota di mercato. Chrysler, controllata di Fiat, ha visto in Europa una contrazione del 22% a giugno e del 20% nel primo semestre.

I dati della casa di Detroit sono migliori Oltreoceano; infatti il gruppo nel quale Fiat detiene il 20% delle azioni, continua a crescere nel mercato americano. Nel mese di giugno le vendite sono aumentate del 35%, in un mercato in espansione, mentre nel primo semestre il risultato non è stato altrettanto brillante. A fronte di una crescita del mercato del 14,3%, Chrysler ha visto aumentare il numero di veicoli venduti del 12%. Nel complesso la quota di mercato nel primo semestre è scesa dal 9,8% del 2009 al 9,4% del 2010.

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