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FINANZA/ I nuovi timori che bloccano Europa, Usa e Cina

Pubblicazione:giovedì 22 luglio 2010

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Alla faccia degli stress tests, i cui risultati verranno pubblicati domani sera, Reuters sta mettendo in guardia i mercati dall’esposizione degli istituti di credito ellenici: i finanziamenti erogati dalla Banca centrale europea alle banche di Atene hanno registrato un incremento del 4,9% in giugno, toccando quota 93,8 miliardi di euro. Troppi in più, se paragonati agli 89,4 di maggio.

 

E anche per l’Italia le cose non vanno bene, visto che nel suo ultimo Bollettino Statistico, la Banca d’Italia rende noto che le consistenze sulla Grecia sono passate dai 3,85 miliardi di euro di fine 2009 ai 4,22 miliardi dello scorso marzo. Ma cresce anche l’esposizione verso il Portogallo, dai 4,81 miliardi di euro del dicembre scorso ai 5,1 miliardi di marzo. In flessione, anche se di poco, i valori su Irlanda e Spagna.

 

Resta un dubbio. Come mai sono aumentati questi valori? I precedenti conteggi erano errati o qualcuno ha acquistato ancora bond di Atene, sperando nel colpaccio dei rendimenti elevati e sull’effetto placebo del piano di salvataggio Ue-Fmi? Di sicuro, occorrerà spiegare il motivo di questa variazione, anche perché l’esposizione, da marzo a oggi, potrebbe essere cresciuta ancora.

 

Si sa, i furbi ci sono sempre. O, almeno, chi pensa di esserlo. Pensate infatti che la crisi abbia insegnato qualcosa ai campioncini della leva? Solo ora si comincia a tirare indietro la gamba, per usare un gergo calcistico, ma nei mesi scorsi... Attualmente il prodotto d’investimento più hot a Wall Street è la paura. Non timore, preoccupazione ma vero e proprio panico per un possibile nuovo crollo, qualcosa di molto simile al post-Lehman Brothers.

 

Ecco quindi che Pimco, il fondo dei fondi, sta programmando la creazione di un fund che offrirà protezione agli investitori contro crolli del mercato fino al 15%: il fondo, già denominato “Black Swan Protection”, richiamando il best seller editoriale di Nassim Nicholas Taleb, sarebbe nei fatti la risposta definitiva al trend che ha visto quintuplicare nell’ultimo trimestre l’investimento in strumenti derivati (il cui prezzo ha toccato il massimo da due anni a questa parte) per speculare sulla volatilità del mercato: avete capito bene, gli investimenti su derivati ad alto rischio sono quintuplicati nell’ultimo trimestre, alla faccia del Vix basso e della responsabilità che deve essere la nuova regola per gli investitori.

 

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