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FINANZA/ I nuovi timori che bloccano Europa, Usa e Cina

Pubblicazione:giovedì 22 luglio 2010

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Inoltre, sempre la Cina per cercare di tamponare la bolla immobiliare ha fatto partire una politica di congelamento dei prestiti, di fatto paralizzando il mercato delle costruzioni: per i Lloyds, molti produttori di acciaio cinesi rischiano di andare in default rispetto ai loro contratti con gli spedizionieri. Insomma, comunque sia il crollo del BDI non parla una lingua votata all’ottimismo, così come la settimana scorsa la caduta a picco dell’ECRI, il principale indice dell’economia americana.

 

Negli Usa la vendita di nuove case nel mese di maggio è crollata al minimo record di 300mila, i consumi statunitensi sono scesi dell’1,1% sempre a maggio e dello 0,5% a giugno. L’output manifatturiero è sceso dello 0,4% a giugno e il Philly Index per i nuovi ordini manufatturieri si è contratto del 4,23% a giugno. L’associazione degli autotrasportatori Usa ha confermato che il tonnellaggio è sceso dello 0,6% a maggio e ha già annunciato una stagione di cali periodici.

 

Il traffico marittimo a lunga percorrenza dal porto di Long Beach è sceso da 139mila containers di maggio a 116mila di giugno, quello dal porto di Los Angeles da 161mila a 155 mila: certo l’export va meglio, favorito dal dollaro tornato debole ma sono segnali misti a fronte di una situazione di crescita decisamente preoccupante.

 

Anche perché a confermare i timori ieri ci ha pensato l’ultimo report di Goldman Sachs, secondo cui le politiche di stimolo all’economia poste in essere dal governo Usa per scongiurare una recessione double-dip stanno per finire e questo pone seri rischi per un’ulteriore frenata della crescita.

 

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