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venerdì 23 luglio 2010
Oggi è il grande giorno (si fa per dire) della pubblicazione dei risultati degli stress tests di 91 banche europee: inutile dilungarsi sull’argomento, nelle ultime due settimane l’abbiamo ampiamente sviscerato.
Una sola cosa mi preme anticiparvi: stando a una fonte anonima citata ieri da Bloomberg, Bank of Ireland e Allied Irish avrebbero superato i tests. Sapete come? La prima avrebbe avuto luce verde grazie al capitale d’emergenza raggranellato lo scorso mese, 2,9 miliardi di euro mentre la seconda poiché i regolatori sono stati così carini da calcolare nella capitalizzazione i 7,4 miliardi di euro che l’istituto ha “pianificato” di recuperare sul mercato entro la fine dell’anno. Un pagherò, insomma.
Capite da soli quale sia la serietà e quindi credibilità di questi tests, la cui pubblicazione a mercati chiusi - stasera alle 18 - rischia di far impennare o sprofondare i mercati americani in piena contrattazione. Parliamoci chiaro, questi tests sembrano gli esami di maturità dei calciatori famosi: una farsa scritta fin da principio. Punto, non vale sprecare altro spazio al riguardo.
Qualche parola, invece, la merita l’onesta intellettuale dimostrata questa volta da Ben Bernanke, il quale ha parlato chiaramente di estrema incertezza e debolezza dell’economia Usa, facendo andare a picco gli indici statunitensi ma quantomeno suonando la sveglia per la politica: il Senato Usa sta infatti decidendo in questi giorni la possibilità di dare vita a un nuovo stimolo fiscale per cercare di sbloccare la situazione dopo i pessimi indicatori giunti negli ultimi giorni.
Le parole del capo della Fed, quindi, parlano una lingua sola: agire. Subito. Anche perché la situazione americana viene colpevolmente sottovalutata da troppi, posta nel cono d’ombra dalla crisi del debito europea. Chi invece tiene gli occhi puntati su Washington è la Svizzera, dopo che la Banca Nazionale Elvetica ha reso noto di aver perso 14 miliardi di franchi (8,8 miliardi di euro) nel tentativo fallito di svalutare la propria moneta rispetto all’euro.
«Se si verificherà un ulteriore rallentamento negli Usa con una nuova crisi finanziaria, tutti vorranno comprare franchi svizzeri come bene rifugio. Andranno a ruba come l’acqua in bottiglia, gli elmetti e le pistole», ha dichiarato tra il serio e il faceto David Bloom, capo del monetario di Hsbc. «Ora che il debito giapponese è attorno al 200% del Pil, il franco ha spodestato lo yen come ultimo bene rifugio», conclude Bloom.
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Gli stress tests, come quasi tutti gli indicatori "farlocchi" che la comunità economica internazionale si è inventata per dare una parvenza di auto regolamentazione, sono un'altra buona occasione di speculazione. Avventurarsi nelle previsioni sull'andamento dei cambi è quanto di più difficile ci sia ed apprezzo moltissimo la sua audacia che condivido, anche se auspico che ciò che lei, con buona razionalità ipotizza, non si verifichi. Alla luce di quello che sta succedendo mi è sorta una riflessione. Mi sa che il famoso attacco all'euro sia stato in parte sostenuto e pilotato anche da quelle multinazionali che avevano investito in dollari quando questo era basso e hanno realizzato utili nell'ultimo trimestre. E' il caso di Fiat e dell'investimento in Brasile, avvenuto con esborso di liquidità con cambio basso e con ricavi a cambio più alto, si spiega anche così l'utile boom della Fiat nell'ultima trimestrale, si spiega anche il maldestro (ma fondato) attacco di Moody's con un paventato possibile downgrade del giudizio su Fiat. La guerra tra economie è ancora in atto, come quella tra poteri forti (banche) e politica corrotta (praticamente tutta). Ideologico? Può darsi e magari anche un po' populista, ma da operatore del settore vi assicuro, molto verosimile. Solo una cosa: a parte la chiusura di mercoledì sera, non mi sembra che le borse americane siano andate a picco (Bottarelli, che maledetto vizietto, sempre una pennellatina cupa, ma è il suo stile e lo apprezzo).
Nel pomeriggio di ieri quando ho letto su Bloomberg che la Bank of Ireland e Allied Irish avrebbero superato i tests, con la modalità da Lei citata,non volevo credere ai miei occhi. Ho riletto l'articolo tre volte.Siamo in mano a dei pazzi!!!Il bello è che anche per le altre banche gli stress test saranno annacquati allo stesso modo! Siamo tuttavia in buona compagnia: in mattinata sempre su Bloomberg avevo letto che: La General Motors Co., the automaker 61 percent owned by the U.S. Treasury, is facing criticism over its decision to pay $3.5 billion to buy a lender that specializes in auto loans to shoppers with less than top-notch credit.Ci risiamo: dopo che Gmac, il braccio finanziario della G.M. ,aveva dato una bella mano al fallimento della stessa, concedendo mutui per l'acquisto di auto a cani e porci( tutti o quasi tutti insolventi)a distanza di circa due anni si ricomincia la festa! Musica maestro!!L'immagine del Titanic che affonda mentre l'orchestra suona è fin troppo abusata...ma rende talmente bene l'idea di quello che ci attende.....Buon stress test a tutti.
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