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FINANZA/ 1. Dai mercati un nuovo allarme per l’Italia

Pubblicazione:martedì 27 luglio 2010

Foto Ansa Foto Ansa

Nulla di nuovo ma il fatto che sia l’Italia il bersaglio principale e che Cnbc abbia dato ampio risalto all’analisi di Hugh la dice lunga: più che i cds, a preoccupare devono essere i titoli dei giornali e le beghe interne al PdL. Attenzione, là fuori ci sono investitori pronti a scappare ma anche a speculare senza tanti scrupoli. E avanti di questo passo, il Belpaese rischia di diventare davvero terra di conquista. Anzi, di razzia.

 

Anche perché, manager, banchieri e top traders stanno rimettendo mano a un vecchio testo, “La morte della moneta: lezioni delle grandi inflazioni tedesca e americana”. pensate che tale è la richiesta da parte dell’elite economica e finanziaria che Ebay ne vende copie a quasi 700 dollari. Insomma, si teme che le politiche di stimolo porteranno a un grave rischio inflazionistico: un cambio di atteggiamento, forse più mentale che altro che però potrebbe rivelarsi autoalimentante visto che nato e sviluppatosi tra i veri decision makers.

 

In effetti, però, la Bank of England ha salutato con sorpresa e stupore l’aumento dell’inflazione in Gran Bretagna la scorsa settimana e i critici della Fed, negli Usa, annunciano che la crescita della base monetaria statunitense da 871 miliardi a 2.024 miliardi in soli due anni rappresenta una pira incendiaria che si infiammerà non appena la velocità monetaria Usa ritornerà normale.

 

Non a caso Morgan Stanley si attende una carneficina per i bond Usa, predicendo che i rendimenti per gli Us Treasuries schizzeranno al 5,5%, un qualcosa di quasi mai accaduto. I rendimenti a 10 anni, infatti, ora sono scesi sotto il 3% e la velocità della massa monetaria M2 è rimasta sotto il minimo storico di 1,72. Insomma, se questo accadrà arriveremo all’iperinflazione, qualcosa che ci ricorda l’incubo di Weimar.

 

Certo, quelle immagini di corruzione, violenza, povertà non sono certo quanto attende l’Europa - che già a vissuto quel periodo e ciò che seguì, Germania in testa - ma non è nemmeno il caso di pensare che siamo di fronte a una versione edulcorata della Lost Decade giapponese, per ragioni strutturali e macro. Vent’anni fa, quando scoppiò la bolla del Nikkei, il Giappone era infatti il più grande creditore netto del mondo e il suo risparmio privato era pari al 15% del Pil: questa forza fu il cuscino che permise di far calare quel tasso al 2% a causa della lunga caduta, i paesi sud-europei non hanno questi mezzi.

 

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COMMENTI
28/07/2010 - grazie (maura del torrione)

Grazie per la risposta, esauriente e comprensibile. maura

 
28/07/2010 - fallimento delle piccole banche americane (maura del torrione)

Ho letto un articolo su Arianna Editrice di Matteo Cavallito che parlava della strage di piccole banche americane costrette a fallire. Ad oggi sono 103. Ora le chiedo ma le nostre "piccole banche" che fine faranno? grazie Maura

RISPOSTA:

Cara del Torrione, escludo una deriva statunitense per le nostre “piccole” banche, soprattutto le popolari che nella maggior parte dei casi sono state ben lontane da derivati e veicoli finanziari basati sulla leva e hanno continuato a erogare credito e fare gestire risparmio. Inoltre, quelle banche Usa erano esposte per la quasi totalità del capitale nella bolla dei subprime con relative insolvenze, cosa che in Italia non è accaduta. Una cosa vale però la pena dirla. Il risultato degli stress test per Banca Monte dei Paschi di Siena non è stato entusiasmante, visto che l’asticella del Tier 1 al 6 per cento è stata superata di pochissimo. E subito si sono susseguite le voci di un aumento di capitale, immediatamente smentite dai vertici. I mercati però credono poco alle parole di Mps. Lo testimonia l’andamento al rialzo dei Cds sulla banca senese, che proprio ieri hanno toccato quota 168,68 punti base: non si tratta del massimo storico ma è rilevante l’incremento rispetto a l'altro ieri, +13,08 per cento per complessivi 19,52 punti in più. A Siena si mostrano tranquilli ma gli operatori continuano a scommettere contro Mps. Non pensi a rischi di default in stile Usa per Siena, non c'è nemmeno da immaginarlo. Però qualcosa che scricchiola c'è, altrimenti il mercato non si lancia nella scommessa speculativa rischiando di lasciarci le penne. Cordialmente (Mauro Bottarelli).