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FINANZA/ 2. La “ricetta” ungherese può portarci fuori dalla crisi?

Pubblicazione:martedì 27 luglio 2010

Gyorgy Matolcsy, ministro dell'Economia ungherese Gyorgy Matolcsy, ministro dell'Economia ungherese

Ma qual è la logica che è implicata in questo tipo di riforme? “Da qui l’adozione della Dote, che implica un sostanziale ribaltamento della logica di finanziamento: dal finanziamento dell’offerta a quello della domanda, che concretizza il riconoscimento della responsabilità dei singoli e della capacità della società di auto-organizzarsi” (pag. 242).

 

Ecco il cuore del rovesciamento dell’economia. Ecco la ragione profonda della moderna crisi. E il rovesciamento si comprende in pieno se si comprende e si afferma una definizione di moneta. Cosa sarà mai la moneta? Uno strumento finanziario in mano a tecnici e sistemi bancari, al di fuori di ogni controllo statale e governativo? Oppure un bene di natura eminentemente sociale? E se si tratta di un bene, è logico che venga prodotta soltanto a debito? Sarà mai sostenibile questa economia del credito, cioè del debito?

 

Voucher, buoni sconto, Dote. Sono tutte forme particolari di Monete Complementari. Occorre rendersene conto, e utilizzare questi strumenti monetari al massimo delle loro potenzialità, per il bene comune, in modo da affrancare le istituzioni e i cittadini dal giogo del debito.

 

La vera Moneta Complementare è sussidiaria per definizione, rispetto alla moneta ufficiale: bisognerà chiamarla Moneta Sussidiaria, laddove venga accettata e sostenuta da una Pubblica Amministrazione Locale che voglia dare attuazione concreta al principio di Sussidiarietà.



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