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ALITALIA/ Tra voci e numeri, quale futuro attende la compagnia di bandiera?

Pubblicazione:giovedì 29 luglio 2010

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Domani il consiglio di amministrazione di Alitalia approverà i conti del primo semestre dell’anno. Numeri che saranno superiori alle aspettative, seppur sempre con il segno negativo. Dati che certamente saranno meglio analizzati da chi è più esperto di me, per mostrare qual è la loro reale portata, isolandoli dai “proclami”.

 

Meglio spostare l’attenzione su qualcosa di più incerto e meno matematico, sugli scenari e sulle voci che in questi mesi continuano a rincorrersi sul destino di Alitalia. Tralascerò ogni discorso relativo ad Air France, a una sua espansione nel capitale di Cai. Non perché si tratti di voci infondate, ma perché su questo versante non esistono al momento novità rilevanti (anche se Il Messaggero di ieri parlava di una holding comune tra Alitalia e Air France-Klm). Sembra invece che Rocco Sabelli e Roberto Colannino, rispettivamente amministratore delegato e presidente di Alitalia, abbiano fatto la pace.

 

Da alcuni mesi si vociferava di litigi e di visioni strategiche differenti tra i due manager. Qualcuno notava dichiarazioni contrastanti. Qualcuno osservava come quella che è sempre stata considerata una coppia di lavoro indissolubile non si presentasse più unita nelle occasioni pubbliche. Qualcuno sosteneva addirittura che Sabelli fosse pronto alle dimissioni. Qualcuno lo considerava realmente possibile dopo il duro attacco nei suoi confronti arrivato in un articolo di Nicola Porro del 6 luglio scorso, pubblicato su Il Giornale, quotidiano legato al Premier, primo tifoso della cordata patriota.

 

Tutto il “cinema” si è spento il 15 luglio, quando Colaninno e Sabelli, a braccetto, hanno presentato a Malpensa il primo Airbus A330 con la livrea tricolore e la nuova classe di lusso Magnifica, parlando entrambi di risultati soddisfacenti in arrivo proprio domani, una volta che sarà riunito il cda di Alitalia.

 

Un aeroplano ha quindi dissipato alcuni dubbi. Anche se ne ha fatti sorgere altri. Perché Alitalia presenta un velivolo per tratte intercontinentali a Malpensa? Non era meglio - almeno stando alle dichiarazioni di Colaninno - Francoforte dello scalo lombardo? O forse questa presentazione era doverosa poiché - almeno stando a una vecchia intervista di Callegari, che di Alitalia è il direttore strategie, su questo giornale - a Malpensa c’è una forte presenza sulle tratte intercontinentali di Alitalia (poco importa che si tratti in realtà di quella dei suoi partner in Skyteam)?

 

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