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FINANZA/ 1. Gli esperimenti di Germania e Austria per uscire dalla Grande Crisi

Pubblicazione:venerdì 30 luglio 2010

Il Wara Il Wara

Due esempi storici di Moneta Complementare mostrano come questo tipo di strumenti possa aiutare l’occupazione e la ripresa dell’economia in tempi di crisi. Entrambi gli episodi sono degli anni Trenta, quando l’economia europea veniva devastata dalla crisi americana seguita al crollo del 1929.

 

Il Wara tedesco

Nel 1929, nella cittadina di Schwanenberg, in Baviera (Germania), il Dr. Hebecher, imprenditore carbonifero semi-fallito, convocò i suoi dipendenti esponendogli la sua drammatica situazione di liquidità - accompagnata da un’enorme giacenza di carbone invenduto - e li mise di fronte al fatto: o il licenziamento oppure l’accettazione, in pagamento del 90% del salario, di buoni - da lui battezzati Wara - di forma cartacea e redimibili in carbone. Egli aveva già preliminarmente parlato con proprietari immobiliari, banche, Comune e negozianti, i quali erano disposti ad accettarli come pagamento di merci e servizi, avendo la garanzia di potersi rivalere sul carbone.

 

Quella proposta venne allora imitata da altre imprese - anch’esse sull’orlo del fallimento - che avevano lo stesso problema: la scarsità di denaro. I Wara subivano una svalutazione controllata dell’1% al mese, ossia il 12% all’anno. Questo fece sì che la loro velocità di circolazione fosse molto alta, rimettendo così in funzione l’economia della regione, finché il fenomeno non divenne talmente massivo da richiamare l’attenzione del Cancelliere Heinrich Bruning, capo del Partito del Centro, che dapprima li considera stupito, benevolmente e con un certo interesse.

 

La legge tedesca riservava alla Banca Federale il monopolio della signoria, e l’alta finanza protestava perché considerava l’utilizzo del Wara un attentato alle finanze dello Stato; situazioni queste, che imposero al Cancelliere l’emanazione di decreti legge di emergenza, che proibirono definitivamente qualunque successiva emissione, a qualsiasi titolo, di moneta complementare, comunque chiamata e definita.

 

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