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Economia e Finanza

CRAC GRECIA/ La moneta che può aiutare l’euro a uscire dalla crisi

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La prima emissione fu approvata nel 1816 (equivalente a 4000 sterline) ed era da redimersi, fino alla sua completa estinzione, mediante imposte entro il 1818. Essa fu destinata principalmente alle opere di difesa costiera. In seguito vi furono successive emissioni, con le stesse modalità di estinzione, fino a un totale di 50000 sterline nel 1829, potendo così completare tutte le opere infrastrutturali come chiese, strade, mercato, alberghi.

 

Il primo elemento caratteristico di ogni formazione di Moneta Complementare è quello di ogni sistema monetario, cioè una diffusa fiducia tra le persone che costituiscono un certo ambiente sociale. Il secondo elemento è una situazione di necessità oppure un potenziale sviluppo di risorse professionali o territoriali che la moneta ufficiale non è stata in grado di valorizzare.

 

E perché mai una moneta ufficiale non dovrebbe essere in grado di valorizzare tutte le risorse professionali e territoriali di una zona? Perché essa dipende dall’ambiente sociale che intende servire e da un principio, da una idea di bene comune, in base al quale viene concretamente distribuita.

 

In altre parole, se una certa moneta serve agli scambi tra nazioni di uno stesso continente, come nel caso dell’Europa, in modo tale da permettere lo scambio di prodotti tra Palermo e Berlino, questo vuol dire che sarà inefficiente a rappresentare le risorse locali di queste due realtà tanto diverse proprio perché uno stesso strumento monetario non può misurare il valore dei beni all’interno di economie tanto differenti. In altre parole, il lavoro di un’ora di un idraulico a Palermo non potrà essere equivalente allo stesso lavoro di un idraulico a Berlino, poiché ogni retribuzione è logico che sia commisurata al costo della vita ed ai servizi presenti sul territorio in cui la prestazione lavorativa viene svolta.

 

Proprio per questo è desiderabile che sia comunque presente un sistema di Moneta Complementare locale, legata a uno specifico territorio. Oltre a consolidare una identità territoriale, la Moneta Complementare serve a compensare localmente tutti quegli scompensi di distribuzione monetaria della moneta ufficiale. Proprio in tale ottica, la soluzione da preferire è quella di una Moneta Complementare “pura”, cioè non convertibile in moneta ufficiale. In tale configurazione, una eventuale speculazione sulla moneta ufficiale non avrebbe effetti sulla Moneta Complementare adottata.

 

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