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CRAC GRECIA/ La moneta che può aiutare l’euro a uscire dalla crisi

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A cosa servono le Monete Complementari? Qual è il loro utilizzo specifico? Come nascono e perché si diffondono? I sistemi di Moneta Complementare servono principalmente a valorizzare le capacità produttive di un territorio e di una popolazione locale, laddove queste non siano adeguatamente valorizzate dalla moneta ufficiale.

 

Per esempio, una situazione di diffusa disoccupazione costituisce l’ambiente ideale per la diffusione di un sistema di Moneta Complementare. Oppure, la necessità di costruire opere pubbliche, necessarie all’ulteriore sviluppo economico di una comunità, può divenire l’elemento che permette la nascita di un sistema di Moneta Complementare.

 

Per meglio corroborare queste affermazioni, vediamo insieme qualche esempio storico. Le informazioni qui riportate sono tratte dalla Tesi di Laurea del dott. Davide Nardelli, intitolata “Le Monete Complementari”.

 

L’isola di Guernsey, dopo le guerre napoleoniche, e a seguito dei lunghi blocchi commerciali, si trovava economicamente depressa, con alta disoccupazione ed emigrazione, un debito pubblico di 19.137 sterline, mentre gli interessi erano pari a 2.390 sterline da pagare ogni anno su tale debito. Il reddito pubblico annuo era pari a 3.000 sterline e rimanevano così solo 610 sterline l’anno per le spese pubbliche.

 

Vi erano delle esigenze incalzanti come la costruzione di una muraglia protettiva contro l’erosione marina che stava distruggendo i fertili terreni costieri, la ricostruzione delle strade, la costruzione di un mercato coperto, la chiesa monumentale e impianti alberghieri che rendessero attive le spiccate capacità turistiche dell’isola. In questa situazione, contrarre ulteriori prestiti non era possibile poiché mancavano le garanzie e i mezzi per pagare l’interesse.

 

Il comitato finanziario del piccolo parlamento isolano ebbe allora l’idea di monetizzare le risorse economiche latenti dell’isola, attribuendo un valore alle risorse che andava a creare, mediante l’emissione di moneta locale, cartacea, senza debito e senza copertura aurea. L’idea e la filosofia di fondo erano appunto che il valore della moneta emessa era rappresentato dalle attività e risorse sottoutilizzate o inattivate, questa era appunto la copertura. Nel caso dell’isola di Guernsey però, le attività reali (in senso stretto) non esistevano, ma esistevano delle potenzialità o meglio delle risorse inutilizzate che furono la copertura “etica e morale” di quella emissione monetaria.

 

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