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Economia e Finanza

MANOVRA/ Gentili: dopo l’accordo con le imprese resta da fare quello con le famiglie

Emma Marcegaglia (Foto Imagoeconomica)Emma Marcegaglia (Foto Imagoeconomica)

Certamente si avrà una spinta un più, quanto meno un’iniezione di fiducia. Siamo infatti in una situazione in cui i dati ci dicono che la recessione è alle nostre spalle, il settore manifatturiero è riuscito a tenere sui mercati e la produzione industriale è stata buona. Certo, abbiamo ancora dei problemi legati all’occupazione, che però dovrebbe tornare a crescere l’anno prossimo. In questo momento c’è quindi un sottofondo favorevole. Se fossero arrivate misure capaci di deprimere questo contesto, sarebbe stato difficile pensare a un sentiero di crescita diverso da quello che negli ultimi 15 anni ci ha portato a crescite dello 0 virgola.

 

Le norme contestate fanno parte di un pacchetto relativo al contrasto dell’evasione fiscale. Le imprese hanno però spiegato che nulla hanno a che fare con questo obiettivo. Perché?

 

Il procedimento medio di un processo tributario di primo grado è superiore ai 730 giorni. Le norme volevano però portare a 300 giorni (grazie a un emendamento, perché originariamente il limite era di 150 giorni) il limite di validità della sospensione dei crediti tributari presunti. Ci si sarebbe trovati quindi nelle condizioni di pagare prima della sentenza, quando nel 70% circa dei casi le imprese alla fine vincono queste cause. Nel caso delle compensazioni ci si trovava nelle condizioni per cui pur essendo creditori verso l’erario di una cifra molto alta, nel caso di un debito superiore a 1.500 euro si doveva pagare senza poter compensare. L’idea di queste norme non sembrava quindi quella di combattere l’evasione fiscale, ma di cercare di portare in cassa più denaro possibile in un momento economicamente difficile.

 

In questo caso, come in altre occasioni quest’anno, Confindustria sembra puntare molto il dito contro il peso del fisco sulle imprese. È davvero questo il primo freno per lo sviluppo economico del nostro paese?

 

Il peso del fisco sulle imprese, in particolare piccole e medie, è fortissimo, soprattutto rispetto ai competitor stranieri. Un peso anche per le famiglie, dato che sui contribuenti che pagano tutte le imposte i contributi (quindi solo sugli italiani che non sono evasori) grava una pressione fiscale sul reddito superiore al 50%. Ogni passo che verrà fatto per diminuire questo fardello non potrà che fare bene a produzione e consumi, quindi al nostro sviluppo economico.

 

(Lorenzo Torrisi)

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