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Economia e Finanza

FINANZA/ Ma quale tassa sulle banche, contro la crisi basterebbe una sola regola

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Si poteva giocare la carta degli eurobond: una possibilità ventilata alle prime avvisaglie di frattura nel terreno dell’Unione. Si trattava di titoli di debito da emettere a livello comunitario con l’obiettivo di rimarcare l’unità monetaria e la qualità creditizia del gruppo UE nel suo insieme.

 

Ma nulla si fece. E a quel punto agli operatori finanziari (e non solo a loro) fu chiaro che le uniche entità ancora capaci di una mossa politica - e che mossa: il salvataggio con denaro pubblico di interi sistemi bancari - erano i vecchi (e bistrattati) stati nazionali.

 

Il resto è storia di questi giorni. Passata la prima bufera al riparo delle nazioni, oggi si torna a parlare di Europa e di banche. Lo si fa in un dibattito volto a discutere una nuova regolamentazione bancaria, norme e tributi da applicare nelle intenzioni all’intero perimetro europeo. Ma la crisi finanziaria è troppo eterogenea per risolversi in una ricetta unica. Vale la pena di chiedersi: come applicare nei fatti la stessa soluzione a economie bancarie così diverse?

 

Per comprendere quanto sia difficile tradurre in pratica questi nuovi principi, è sufficiente prendere ad esempio la tassa sulle transazioni finanziarie proposta dall’Unione Europea al G20 di Toronto. L’idea parte da un’intenzione nobile (anche se non nuovissima): tassare le transazioni scoraggerebbe innanzitutto la finanza derivata, quella montagna di contratti che richiede poca o nessuna liquidità per iniziare ma che, a operazione conclusa, si traduce spesso in guadagni (o perdite) consistenti.

 

Una volta inserita la tassa sulle transazioni, tutte queste operazioni di “carta contro carta” (definite, in gergo, operazioni sintetiche) andrebbero a generare un fabbisogno di cassa a ogni passaggio. E la prospettiva di un esborso tributario negli scambi rallenterebbe a sua volta la velocità dell’intero sistema finanziario, introducendo nel circuito globale un attrito di natura fiscale. Tanto accadrebbe, nella scienza delle finanze.

 

Ma come per tutte le commodities, anche per le regole UE, l’opportunità di vantaggi asimmetrici è sempre in agguato. Come vincolare, per esempio, ogni paese dell’Unione all’introduzione della norma tributaria? Sarà sufficiente la defezione di un paese europeo o il calcolo opportunista di un paese terzo per aggirare la normativa su scala globale. Immaginare un accordo a livello planetario è semplicemente velleitario e, per certi aspetti, controproducente. Una domanda su tutte: chi si farà garante e supervisore di tale regolamentazione?

 

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COMMENTI
08/07/2010 - In Italia ringraziamo i Signori Magistrati! (Silvano Rucci)

JAMES CHARLES LIVERMORE ha centrato l’obiettivo, non occorrono tante regole! Contro la crisi finanziaria e per qualsiasi malefatta basterebbe una sola regola: “le banche facciano le banche”, senza scaricare i rischi sulla clientela retail, come nel caso dei Bond argentini! Le banche, in tal caso, l’hanno fatta sotto la neve! (chi la fà sotto la neve, quando poi questa si scioglie, ha il dovere di rimediare al danno provocato al cliente, con il rimborso integrale del capitale investito, insieme agli interessi ed alla svalutazione monetaria per i dieci anni trascorsi dal 2001 ad oggi!) Non occorrono tante regole, occorre che ci sia nella UE chi le fà rispettare! In Italia ringraziamo i Signori Magistrati e la Magistratura! La nostra Magistratura fra le Istituzioni è la migliore ed abbiamone cura!

 
08/07/2010 - La crisi si scontra con il reale. (claudia mazzola)

Una meraviglia nonostante la crisi, le tasse, la finanziaria, vedere una donna incinta sulla porta di casa che al passaggio in vespa di suo marito, le manda un bacio. C'è ancora una grande voglia di famiglia, nonostante l'artificio la realtà predomina!

 
08/07/2010 - Siamo impotenti? (Italo Magos)

Mi sembra che siamo impotenti di fronte a regole e regolatori che non hanno nessun controllo nemmeno delle nazioni e della UE. Possiamo lanciare su queste pagine uno sciopero degli utenti che decidono di astenersi da qualche tipo specifico di operazione bancaria? Ho sentito che in Germania creano delle banche di scambio senza denaro ufficiale od anche le banche del tempo potrebbero essere utili. Forse non si manderà in crisi il sistema, ma si può lanciare un messaggio. Interessante anche il movimento Zeitgeist e relativi video di 1,5 ore: http://video.google.com/videoplay?docid=968243479249159958#docid=-922737582620416065 Italo Magos